In ricordo di Luigi: da due anni riflessione continua

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Sempre doloroso è affrontare la realtà, ma è necessaria, perché ci spinge a riflettere e a scavare nel profondo, per trovare risposte, un giustificativo.
Due anni e purtroppo risposte e giustificativi non se ne trovano, perché troppo forte l’azione e troppo doloranti le ferite.
La storia di Luigi non è e non può essere un caso isolato, chiunque pensi che è questione di famiglia, personale, fa un grandissimo errore.
La storia di Luigi tocca da vicino l’intera comunità e richiama alla responsabilità tutti, popolazione e Istituzioni. Le ferite si rimarginano con il tempo, ma le cicatrici restano a ricordare quei momenti.

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Come può una comunità intera, dopo un fatto orribile, tacere e non pretendere un sistema sociale diverso, una giustizia sociale più attenta, delle istituzioni che sappiano essere più incisive sul territorio.
Ci sono bar che continuano a vendere super alcolici a minorenni. Qualche sera fa è stata picchiata una minorenne sulla collina castello, da una persona adulta.
Ditemi se questo è un sistema istituzionale attento. Certo con la storia di Luigi non è paragonabile niente, ma questi sono segnali di una realtà che interpella tutti, piccoli e grandi.

L’omertà, il silenzio assenzio, la paura, non sono mai stati ottimi consiglieri, hanno portato nella storia distruzione.
Questa è la riflessione che dovrebbe spingere tutti attorno un tavolo e ridisegnare il tessuto comunitario di Bisignano, richiamando l’attenzione di tutte quelle persone che in qualche modo svolgono un ruolo importante nella comunità.

Qualsiasi azione commessa anche segretamente, ha un suo riverbero nella comunità, volendo o nolente.
Alla critica corriamo tutti, alla denuncia sociale tutti a nasconderci.
Anna Frank diceva: “La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo si è taciuta”.

Non possiamo essere più complici di un sistema che ci porta alla deriva.
Aiutiamo realmente le nuove generazioni ad essere gli eroi del domani, insegniamo loro che il rispetto della vita umana, la libertà di scelta, di pensare, di essere diversi da stereotipi sociali, porta il progresso della società.
Non insegniamo a tacere, ma a parlare, non inculchiamo la paura, ma il coraggio.
Questo è quello che la storia di Luigi ci insegna e dovrebbe spingere l’intera comunità ad osare di più e volere di più.

Mario Paldino