In cinque lasciano il Pd

Comunicato motivazioni uscita ufficiale dal PD (circolo di Bisignano)

Comunico ufficialmente alla stampa e alla cittadinanza tutta la mia uscita dal PD e le mie dimissioni da segretario del circolo cittadino dei GD, partito nel quale ho militato fin dall’ età di 15 anni con entusiasmo e convinzione. Le motivazioni che mi hanno spinta alla maturazione difficile, e lenta, di questa scelta non sono assolutamente relative alle dinamiche locali, comunali, provinciali o regionali. Preciso quindi la mia vicinanza politica assoluta al circolo del Partito Democratico di Bisignano e in particolare al segretario Rosario Perri, al quale mi lega una profonda stima politica e una grande amicizia. Le ragioni della mia uscita sono il risultato delle scelte politiche nazionali del Partito Democratico e del Governo Renzi, nonché il suo posizionamento politico internazionale. Dall’ 8 Dicembre scorso, data dell’elezione del segretario Matteo Renzi, il Partito Democratico ha deciso di continuare a seguire la strada delle politiche liberiste, già tracciata durante i lavori di costruzione del Partito Democratico dal segretario Walter Veltroni. Il risultato di questa scelta non solo riguarda la forma partito che i democratici hanno deciso di darsi, ma soprattutto le iniziative politiche del Governo Renzi (le così dette riforme, termine purtroppo abusato dallo stesso Governo e al quale io do un valore profondamente diverso, imprescindibile per la democrazia). ll PD è il partito che Veltroni e una determinata area politica dello stesso hanno deciso di formare, per cui non è Renzi una deformazione di esso, ma il più diretto risultato di un processo che parte nel 2007 (forse prima). Seppur molti compagni hanno deciso di illudersi su questo punto, la vera deformazione del PD è in un certo senso Bersani, il quale, tra i tanti sforzi, ha tentato di perseguire per i democratici italiani un progetto che non dimentichi la storia e che sia maggiormente interessato alle questioni sociali del lavoro e delle disuguaglianze sociali e territoriali, partendo dal presupposto che solo così è possibile una uscita dalla crisi. Dalle primarie, alla smantellamento degli organi di discussione interni (circoli e assemblee), il PD è il partito liquido e aperto di Veltroni, che non riesce ad entrare nelle delicate questioni dei ceti disagiati del nostro Paese e sempre più attratto dall’alta finanza. Come prova lampante di questo ragionamento ci sono le politiche del Governo intraprese durante questo anno: il Jobs Act, che ha ricevuto le critiche persino di Tiraboschi, presidente di Adapt e docente di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia, nonché uno degli uomini più vicini di Marco Biagi (non proprio uno dei più noti bolscevichi del nostro Paese), per aver precarizzato ulteriormente le condizioni di lavoro dipendente senza aver previsto un sistema idoneo di flex security; l’Italicum e la conseguente riforma costituzionale, che va dritta verso lo smantellamento della nostra democrazia parlamentare inseguendo un presidenzialismo del tutto anti rappresentativo; la Buona Scuola, che segue le politiche filoamericane di stampo privatistico sull’istruzione e che non tiene in considerazione il valore costituzionale del servizio pubblico come garanzia di diritto allo studio. Inoltre siamo di fronte a un passaggio storico nelle dinamiche politiche internazionali, che vede i partiti socialisti europei affiancarsi sempre di più all’area popolare, sostenitrice delle politiche di austerity e dall’altro lato il crescere del fermento politico anti-austerità di sinistra, da Tsipras e Varoufakis in Grecia, a Corbyn in Inghilterra e a Iglesias in Spagna. Il Partito Democratico si schiera con i socialisti europei, rappresentando di fatto l’area più a destra di esso, rendendosi complice dei maccanismi di austerity, sfociati nella repressione della volontà popolare nel momento in cui è stato impedito a Tsipras di portare in Europa la posizione politica eterodossa dei greci.

Comunico inoltre l’uscita pubblica dal Pd anche di Leonardo Scuro, Salvatore D’Andrea, Francesco Tortora e Umile Daniel Fabbricatore.

Aurora Trotta

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