Il successo di Carlo Falco

Comunicato Stampa n° 40

 2-300x200 Il successo di Carlo Falco

Grande successo di pubblico e di critica per Carlo Falco.

Si è tenuta Domenica 24 Gennaio 2016 presso il Kratos Club Winter & Summer di Bisignano, la presentazione del primo lavoro discografico di Carlo Falco dal titolo “Adesso Canto”, album prodotto dall’etichetta discografica calabrese Roka Produzioni con sede a Tarsia.

Nonostante l’emozione per il raggiungimento di questo importante traguardo, il giovane cantautore è salito sul palco con una grinta ed un carisma notevoli, incantando ed emozionando il pubblico presente.

Carlo Falco, classe 1996, dall’età di 7 anni comincia ad approcciarsi al mondo musicale, coltivando con impegno e passione questo sogno.

L’album contiene sei brani inediti, che vedono la collaborazione di diversi artisti “addetti ai lavori”, tra cui Giorgio Sprovieri, autore/compositore formatosi sotto la guida del grande Mogol. Insieme, Giorgio Sprovieri e Carlo Falco, firmano tre dei sei brani contenuti nell’album: Adesso canto, A metà, Bene e rimedi.

Si abbassano le luci e lo spettacolo inizia. A dare il benvenuto, con una breve introduzione, è Katia Cannizzaro,responsabile booking e management della Roka Produzioni; partono, così, le prime note di chitarra che cominciano a creare un’atmosfera avvolgente.

Carlo Falco inizia così il suo viaggio musicale che regalerà svariate immagini alle tantissime persone presenti.  Il primo brano in scaletta So near, so far (traduzione in inglese di Così vicini, così lontani) “…ho deciso di tradurre il brano dopo un viaggio all’estero, con la finalità di diffonderlo in maniera più universale…”.

1-300x221 Il successo di Carlo FalcoSi passa, poi,  a ritmi più incalzanti con Adesso Canto, il brano che dà il titolo all’album. “…può sembrare all’apparenza semplicistico e banale, ma in realtà esprime un concetto fondamentale, che riguarda me e tutti i miei coetanei, che si  trovano ad interagire in questa età di scelte collegate ai sogni, alle speranze ma anche alla realtà. Questo brano stimola gli adolescenti di oggi a credere nei loro sogni, per quanto possano essere difficili da raggiungere.  Fermarsi ad aspettare la vita è l’errore più grande che si possa fare. Andiamogli incontro! Oggi il mio sogno è quello di fare il cantautore, per poter esprimere il mio pensiero attraverso la musica e,  qualora la realtà mi costringesse a ripiegarmi a fare altro, almeno potrò dire di non aver avuto nessun rimpianto…”.

A metà “…è un brano autobiografico, collegato alle crisi adolescenziali che, spesso,  affliggono i giovani di oggi, in un’età nella quale ci si sente davvero a metà, incompleti, privi di un’essenza ben definita, quindi si avverte la necessità di cercare in un’altra persona, quella parte che riesca a completarci. È un po’ il SENTIMENTO DI INCOMPLETEZZA DEGLI ADOLESCENTI TARGATI 2000.  Tante volte noi giovani diciamo: eh ma l’amore, l’amore non vale niente, l’amore non esiste, l’amore è 0. Anche io credo che l’amore sia 0. Ma non perché valga 0. L’AMORE è 0 perché da 0 inizia tutto. Senza l’amore la nostra vita non avrebbe più senso. CHI AMA NON PERDE MAI…”.

Bene e rimedi “…è uno dei brani più riflessivi e significativi di questa raccolta in quanto tratta il tema della fede e dell’ateismo, del credere o del non credere, con un riferimento anche al fanatismo religioso. La fede,  scelta sensata o fuga illusoria? Dio, è una luce di senso sulla vita dell’individuo o è un’invenzione dell’uomo, incapace di sostenere il peso dell’esistenza? Io penso che in entrambi i casi bisogna credere nel bene e nei suoi rimedi…”.

2041 “…è un inno contro la guerra, ispirato dal libro di George Orwell  “1984” scritto nel 1948. L’ho intitolato 2041 traslandolo, come Orwell, in un futuro ipotetico, sperando di non dover aspettare questa data per poter vedere finalmente un mondo senza più odio e senza guerra…”.

Così vicini, così lontani “…segna il mio esordio musicale, e al contempo anche la nascita della preziosa collaborazione con Roka Produzioni, in primis con la persona di Roberto Cannizzaro che, ascoltando il brano casualmente in una opera teatrale su Ferramonti,  dove recitavo e cantavo, ha deciso di produrlo. Diciamo che di acqua e soprattutto di musica ne è passata, ma per me, rimane un brano molto importante, che mi ha fatto maturare come essere umano e come artista e che ha dato inizio a tutta la mia attività musicale…”.

 

Katia Cannizzaro

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here