Il regista bisignanese Jo Amodio presenta “Parlare d’arte. Al Pigneto”

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Il Regista, Jo Amodio
Il regista Jo Amodio ha saputo coinvolgere la cittadinanza di questo quartiere situato nel quadrante est della Capitale e molto variegato, tanto da fargli meritare l’accostamento con il celebre Greenwich Village newyorchese.

Gli artisti del quartiere Pigneto di Roma si presentano in un documentario grazie al regista bisignanese, Jo Amodio. Attraverso opere e racconti di alcuni artisti del quartiere, il regista italo-americano ha voluto evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto.

Jo Amodio, classe 1966, nato a Brooklyn, è un regista e documentarista che da anni opera con passione nel settore della produzione e post-produzione audiovisiva, con specifico riferimento alla regia e ripresa, per la realizzazione di documentari sui temi dei cambiamenti climatici, del recupero ambientale, della Cooperazione internazionale, in ambito socio-sanitario e inoltre nel campo di arte, storia ed eventi sportivi. Laureato in Lettere Moderne con indirizzo Discipline dello Spettacolo all’Università “La Sapienza “ di Roma, si dedica anche all’insegnamento di “Regia televisiva, “Linguaggio cinematografico” e “Tecniche di ripresa”. “Parlare d’arte. Al Pigneto” è un progetto che parte da lontano: Amodio ha iniziato nel 2003 a realizzare e produrre documentari sull’arte, tra cui “Parlare d’arte in Mozambico”, in cui erano protagonisti artisti africani.

Il documentario è stato presentato martedì 9 aprile, con la proiezione presso il Nuovo Cinema Aquila.

“Parlare d’arte. Al Pigneto” – afferma il regista – “vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – spiega Amodio. “Tanto che il progetto “Parlare d’arte”, a cui ho dato inizio in Mozambico, continua oggi al Pigneto di Roma e proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa Amodio. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.

Come si legge nel comunicato stampa della manifestazione a cura dell’ufficio Stampa Rossana Tosto: “Al Pigneto, quartiere di Roma già accostato al celebre Greenwich Village newyorchese, troppo spesso etichettato dalle cronache come degradato, violento e modaiolo, in realtà vive e lavora, oltre a una pacifica cittadinanza, una ricca rappresentanza di artisti: attori, cantanti, fotografi, illustratori, musicisti, performers, pittori, poeti, registi e scrittori che nell’opera di Jo Amodio fanno conoscere, attraverso le proprie creazioni, luoghi, ambienti, colori ed emozioni di questo angolo di Roma. “Sono convinto – spiega ancora il regista – che la felicità e la speranza di cambiamento socio-culturale, abitino nell’arte”.
Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà”.

Alla Mostra è stato possibile visionare le opere di alcuni artisti figurativi del Pigneto già protagonisti del documentario: Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola,pittrice; Francesco Impellizzeri,artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista italoamericano. Alla mostra si aggiungono anche i pittori Lorenzo Budello, Antonio Tamilia e Michele Abramo. Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer.

Galleria fotografica dell’evento:

Riportiamo anche il video del regista Jo Amodio, intervistato da Sara Lauricella per la serie Le Interviste di Sara, da Youtube: