Hanno vinto i guagliuni

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Hanno vinto i guagliuni

L’editoriale di Massimo Maneggio

Qualcuno lo ha chiamato miracolo politico, qualcun altro il frutto della passione, altri ancora l’elogio della perseveranza. Di certo, un mese fa era difficilmente pronosticabile un plebiscito di tali dimensioni per “Energia per il cambiamento”, per il neo sindaco Francesco Lo Giudice, nonché per tutti i suoi componenti.  Ogni comizio come fosse l’ultimo, ogni intervento per cercare di conquistare l’elettorato, ogni utile accorgimento per migliorare il proprio modo di fare politica: in un mese abbiamo visto qualcosa che difficilmente si ripeterà nella storia di Bisignano.

Si parlava ciclicamente di una lista con soli giovani. Eccola qua, ha vinto e governerà la città di Bisignano per i prossimi cinque anni. Non saranno di certo anni di puro divertimento, ci sarà tanto lavoro da fare, cercare di capire i veri problemi e risolverli, attraverso l’impegno e il sano ingegno. L’entusiasmo non manca, le competenze nemmeno probabilmente, resta da capire se tutto ciò poteva accadere prima o se ora è stato effettivamente il momento giusto per il cambiamento radicale.

Ha vinto la lista che ha creato il maggior ardore in città, dai giovani ai meno giovani, riuniti sotto un unico pensiero in comune. Perché in questo mese di campagna elettorale anche in case dal voto già prestabilito si parlava di Lo Giudice e – chissà – gli ultimi giorni hanno permesso ad “Energia per il cambiamento” di crederci maggiormente e fare un allungo difficilmente immaginabile: i propositi di una lotta all’ultimo voto sono andati tranquillamente a farsi benedire.

L’alba di un nuovo giorno, l’alba dei festeggiamenti partiti per le vie della città, con tappa a Collina Castello, proclamazione e prime prove tecniche di amministrazione. Ai ragazzi, anzi ai “guagliuni” toccherà un’impresa, far risollevare la città di Bisignano.

Anche loro, quelli di “Energia per il cambiamento”, avevano le domande del confronto, ma non le hanno sbandierate per fini speculari e non si sono lamentati come quei politologi di 50-60 anni che spuntano come funghi in città solo nei mesi della campagna elettorale. E, garantendo la serietà degli stessi confronti, le domande hanno permesso, ai tre candidati, di capire che si giocava tutti alla pari, senza nessun tipo di favoritismo. Ed è stato questo l’unico confronto in città, chiedere una pubblica piazza “all’americana” non avrebbe cambiato nulla dal punto di vista politico, anzi ci sarebbero stati dei problemi di non poco conto per quanto riguardava la gestione dello stesso (chi moderava? Chi decideva i temi della disputa? Le tifoserie a quanti metri dovevano stazionare? Chi teneva i tempi?).

“Energia per il cambiamento” è riuscita a collocare ben sei donne nel Consiglio comunale (record assoluto), un sindaco del PD senza la maggior parte degli elementi del PD all’interno della maggioranza, e ha stabilito record nelle varie sezioni per i valori singoli. Hanno vinto in 9 delle 11 sezioni, sbancato in campagna e portato al massimo il valore dei numeri raccolti. La loro prestazione strabordante ha portato in Consiglio comunale un ricambio e il mancato ingresso di alcuni protagonisti della scena locale come Mario D’Alessandro, Fernando Bisignano, Franco Vocaturo, Giampiero Esposito, Antonello Gallo, Sandro Vilardi e altri.

Diamo tempo al tempo e scopriremo cosa succederà. Da par mio chiedo ufficialmente la rimozione del pupazzetto dei “Comuni virtuosi” dalle intestazioni comunali, nonché quella specie di antenna parabolica sul tetto del museo della liuteria raffigurante gli stessi CV. La virtuosità bisogna conquistarla con i fatti, non con le parole.

Masman