Addio a Giuseppe Scavello, maestro dell’organetto a Lattarico

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Lattarico e l’intera provincia di Cosenza piangono la scomparsa di Mastro Giuseppe Scavello, storico artigiano di Cozzo Carbonaro e figura simbolo della tradizione musicale calabrese. A 92 anni si è spento colui che per oltre sessant’anni è stato un punto di riferimento assoluto per i suonatori di organetto e fisarmonica in tutta la regione.

Una vita dedicata all’arte dell’organetto

Nato a Lattarico il 16 agosto 1933, Agostino Giuseppe Scavello – conosciuto da tutti come Mastro Peppe – eredita la passione dal padre Silvio, che già a 15 anni riparava organetti in un piccolo laboratorio. A soli 9 anni inizia a studiare musica e a conoscere da vicino gli strumenti ad ancia, seguendo lezioni da un maestro del paese.

A 18 anni si perfeziona come apprendista in una nota ditta di fisarmoniche e organetti di Castelfidardo, patria italiana dello strumento. Qui affina tecniche, precisione e sensibilità artigiana, qualità che lo renderanno negli anni uno dei più stimati costruttori e riparatori del Sud Italia.

Negli anni Sessanta avvia la sua attività artigianale, mentre nel 1973 apre il suo primo negozio di strumenti musicali. Nel 1980 si trasferisce nella sede attuale di Lattarico, trasformandola in una vera “Bottega artigiana” dove generazioni di musicisti hanno trovato competenza, accoglienza e passione.

Riconoscimenti e contributo alla cultura calabrese

Nel corso della sua lunga carriera, Giuseppe Scavello riceve numerosi attestati, tra cui il prestigioso Premio “Italia che lavora”, riconoscimento al suo contributo nella diffusione dell’organetto diatonico e della fisarmonica. La sua figura è citata anche in diversi articoli dedicati alla tradizione musicale calabrese, come quelli pubblicati su Calabria Musica.

L’ispiratore del Festival dell’Organetto

La comunità di Lattarico lo ricorda come l’ispiratore del Festival dell’Organetto, oggi giunto alla XX edizione. Un evento nato grazie alla sua visione e alla sua dedizione, capace di valorizzare uno strumento antico e profondamente radicato nella cultura popolare calabrese. Ogni anno partecipava con entusiasmo alle manifestazioni locali, facendo ballare e divertire intere piazze con le sue melodie allegre. Era un uomo umile, disponibile, sempre pronto a condividere storie, aneddoti e insegnamenti.

Sui social, numerosi messaggi testimoniano l’affetto e la gratitudine verso un uomo che ha lasciato un segno indelebile. Molti ricordano le visite nella sua bottega, l’odore del legno, il suono degli strumenti in lavorazione, la sua voce calma mentre spiegava la magia dell’organetto.

La comunità aveva previsto di coinvolgerlo in nuovi laboratori di organetto e in un progetto dedicato alla storia dello strumento. Un progetto che ora diventerà un omaggio alla sua memoria.

Un’eredità che continua

Mastro Peppe lascia un patrimonio culturale che continuerà a vivere grazie al figlio e ai nipoti, già impegnati nel portare avanti la tradizione familiare con la stessa passione. La sua arte, la sua dedizione e il suo amore per la musica resteranno un riferimento per chiunque si avvicini ad uno strumento musicale.