Giallo di Bisignano, verifiche sul marito

I sospetti sul marito. Resta lui l’unico indagato per il giallo di Bisignano con la morte di Carmela Paffile, l’ottantenne deceduta all’Annunziata dopo cinque giorni d’agonia. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Dario Granieri e dal suo sostituto Maria Francesca Cerchiara, resta avvolta attorno al coniuge per il quale si ventila un’accusa pesante: omicidio volontario. Si tratta di un’ipotesi ancora da verificare e una storia tutta da chiarire.

In ospedale la donna è arrivata con la testa fracassata. Il coniuge ha raccontato che Carmela era caduta in casa battendo violentemente il capo. La pista della disgrazia, però, s’è rilevata subito un vicolo cieco per gli investigatori e col tempo, oltre che col conforto dei dati scientifici elaborati dal medico legale Maria Chiara Lavorato, è stata completamente abbandonata. Sul corpo della donna il professionista nominato dalla magistratura inquirente avrebbe trovato segni compatibili con lesioni provocate da un corpo contundente. Forse un bastone o un soprammobile. Ma chi avrebbe assassinato la pensionata? E perchè? Per giorni i carabinieri hanno passato al setaccio l’abitazione della vittima, cercando in ogni stanza indizi per rischiarare la dinamica della morte della Paffile. Ma, sopratutto, hanno scavato per cercare prove, riscontri alla versione data dal marito.

Nelle prossime ore l’uomo sarà convocato in tribunale per essere sentito dal magistrato. Al pm Cerchiara dovrà chiarire i molti dubbi che affiorano dalla sua ricostruzione. (d.m.)

Fonte: Gazzetta del Sud
del 15/07/2014

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