Fucile: non sono dispiaciuto per non aver presenziato al Consiglio

2031

Non sono affatto dispiaciuto, né pentito di non aver preso parte a questi ultimi due consigli comunali. In primo luogo perché è stato approvato un bilancio che recepisce in toto il piano di rientro elaborato con la richiesta di pre-dissesto finanziario dell’Ente e che ha confermato tutte le criticità di bilancio e una pressione tributaria altissima (aliquote applicate al massimo previsto dalla legge) che ho avuto modo di evidenziare fino alla noia in tante occasioni di confronto. In secondo luogo perché, anche se questa opzione a qualcuno non piace, con l’istituzione del bilancio armonizzato negli enti locali e i relativi nuovi principi contabili, necessitano, più di prima, amministratori capaci, responsabili e consapevoli del servizio che sono chiamati a svolgere, pena il fallimento totale dell’azione amministrativa e il consequenziale impoverimento dell’intera città e del suo territorio. Non è certo una tattica politica o un effetto malefico di qualche fattura se gli argomenti di bilancio su cui il consiglio comunale è chiamato a discutere e a confrontarsi sono sempre più un optional. È sufficiente, infatti, seguire mezzora di dibattito consiliare per rendersi subito conto che i consigli comunali si stanno rivelando sempre più inutili e sempre più concepiti come un teatrino dove recitano alcuni soggetti che non riescono a trovare ascolto nella cittadinanza per il loro incauto modo di comportarsi, per la loro inconsistenza politica, per la loro provata incapacità amministrativa e per il loro imbarazzante trasformismo. Rinnovamento è una bellissima parola che non va affatto sottovalutata, ma che perde tutto il suo fascino e la sua credibilità quando viene pronunciata da persone di cattiva qualità. Tutto ciò dimostra che non sempre le idee e le proposte di rinnovamento della politica sono credibili e seducenti se sbandierate da chi è giovane anagraficamente, né tampoco è dimostrato dalla storia di questi ultimi decenni che sostituire un politico di esperienza amministrativa, giusto per il gusto di farlo, con uno “giovane” che non ha ancora dimostrato nulla sia politicamente che amministrativamente, sia la cosa migliore da fare, soprattutto se quest’ultimo si è mostrato un arrampicatore della peggiore specie che la politica, quella con la P maiuscola, dovrebbe avere in orrore e disprezzare profondamente. Per concludere, sarebbe riduttivo e offensivo della mia persona scadere in polemica con una persona che non ha argomenti validi e a cui viene suggerito quello che deve dire in consiglio comunale e sui marciapiedi. Diversamente, dovrei rispondere che è un bambinello che merita di essere sculacciato, perché sono sotto gli occhi di tutti i sotterfugi politici e la confusione politica che sta facendo e dalla quale emergono solo bugie, menzogne, pettegolezzi e insinuazioni di bassa lega che offendono l’intelligenza dei cittadini. A tutte queste negatività si aggiunga quella peggiore: l’ingratitudine. Le persone ingrate sono sempre in rivalità con altre persone, sono fondamentalmente inaffidabili, invidiose, distruggono con troppa facilità e superficialità i rapporti con gli altri, perché in fondo sanno che le persone che li hanno ricolmati di tutto il loro bene e della loro fiducia sono migliori di loro.

Fucile Francesco Capogruppo di Bisignano al Centro