Fico d’india: il “re pungente” del Settembre bisignanese

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Fichi d'india
Fichi d’india, crescono spontaneamente nel nostro territorio e maturano da agosto ad ottobre

Un frutto esotico dal sapore nostrano e dalle tante proprietà salutari. Il fico d’india, in bisignanese ficuniàna o ficu paletta è, forse, l’unico frutto non trattato con additivi chimici. Cresce facilmente e spontaneamente nelle zone calde ed aride ed è un ottimo frutto del periodo estivo/autunnale dagli effetti depurativi e rinfrescanti.

Le piante di fichi d’india si notano subito attraversando il territorio di Bisignano, nella zona a monte e abbarbicate su alture impervie o in luoghi assolati. Sono ormai parte integrante del paesaggio della Valle del Crati e di tutto il Sud d’Italia.

Introdotto sul territorio, con ogni probabilità, dai Saraceni il fico d’India è originario del Messico, da secoli naturalizzato in Calabria, Sicilia e Puglia.

Nella Valle del Crati ha trovato nella vegetazione spontanea e nelle condizioni climatiche, l’ambiente ideale per crescere indisturbato diventando una presenza costante oltre che un prodotto estremamente apprezzato, grazie anche alle sue notevoli proprietà benefiche.

Il fico d’india in cucina

Un tempo si utilizzava tutta la parte del fico d’india: la buccia che si metteva ad essiccare al sole e si conservava in salamoia; i fiori consumati crudi o in insalata e le pale (i pratti) che si cucinavano come normali verdure. Con i fiori, in particolare si preparavano anche decotti contro le malattie renali.

I fichi d’India si possono consumare freschi o nella macedonia, perfetti per uno spuntino o per terminare il pasto. Spesso sono utilizzati per la produzione di succhi, liquori o marmellate.

Le proprietà salutari del fico d’india

I fichi d’india sono un ottimo alimento ricco di sostante nutritive: vitamine (vitamina A, alcune del gruppo B e la vitamina C), minerali tra cui potassio e magnesio, fibre, calcio e ferro. I fichi d’india sono straordinari antiossidanti: la polpa di questi frutti infatti, è ricca di polifenoli. Grazie all’importante contenuto di fibre solubili che favoriscono il transito del cibo nel tratto intestinale, aumentano il senso di sazietà e regolarizzano l’attività intestinale. Questi frutti sono utili inoltre per assimilare meno grassi e zuccheri tenendo a bada glicemia e sovrappeso. Per questo motivo vengono spesso consigliati come spuntino per chi è a dieta e vuole perdere i chili di troppo. I fichi d’india, inoltre favoriscono la diuresi, riducendo il rischio di calcoli renali e in alcuni casi addirittura favorendo l’eliminazione di quelli già presenti. Controllano la pressione arteriosa e attenuano l’emicrania grazie alla presenza di magnesio. I fichi d’india sono poco calorici, 100 grammi apportano infatti al nostro organismo circa 55 calorie.

Le controindicazioni sono per chi soffre di diverticoli: i piccoli semini di cui sono composti, infatti, potrebbero andare a depositarsi nelle anse intestinali ed è meglio sempre non esagerare nel consumo di questi frutti per non avere effetti indesiderati di tipo gastrointestinale. Pertanto il fico d’india va mangiato in quantità moderata e magari accompagnato da pane.

Curiosità sul fico d’india

  • Il fico d’India non proviene dall’India ma dal Messico. Si tratta infatti di una pianta esotica, naturalizzata nel bacino del Mediterraneo grazie alla sua importazione in Europa da parte di Cristoforo Colombo di ritorno dalle Indie (da qui deriva il nome).
  • Non ha nulla a che vedere con il fico comune: a parte essere entrambi frutti estivi, il fico comune e il fico d’India provengono da due famiglie di piante differenti.
  • Un tempo i contadini erano soliti consumarlo a colazione prima di iniziare l’attività nei campi e portarselo come spuntino; veniva anche dato come spuntino ai braccianti che raccoglievano l’uva per dare loro la giusta sazietà ed evitare così furti di uva, anche a scapito talvolta di problemi intestinali.
  • L’alto contenuto di beta carotene, magnesio e potassio, vitamina A e C, tiamina e ferro fanno si che il fico d’india è considerato un ottimo alleato contro gli stati depressivi e la stanchezza.
  • L’applicazione diretta della “polpa” dei cladodi (pale) su ferite e piaghe costituisce un ottimo rimedio antiflogistico e cicatrizzante.
  • L’estratto di fico d’india è utilizzato in alcuni drink nonchè in alcune pillole, che nel giro di un’ora, fanno sparire i postumi di una sbornia. Come il classico malessere che accompagna il risveglio di chi, la sera prima, ha alzato il gomito.