Estate rovente, di chi la colpa?

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Non solo Covid. A Bisignano, in questa rovente estate, c’è anche un’altra emergenza: quella degli incendi. Stiamo vivendo giornate difficili, che solo l’intervento tempestivo e la professionalità degli uomini della locale Protezione civile, del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco, oltre alle forze dell’ordine ed ai tanti volontari, hanno consentito di contenere la superficie coinvolta negli incendi e di limitare i danni.
Un vulcano in eruzione, il nostro territorio infiammato, nel suo costone. Da lì gli abitanti della zona di S. Croce e della Collina della Riforma, per tutto il pomeriggio hanno assistito alla devastazione di un paesaggio violentato dalle fiamme.
Un gesto vile che lascia profondamente amareggiati. Un’azione criminale da condannare fermamente auspicando che il colpevole (o i colpevoli) venga individuato e punito.
A chi, in questo momento porta giovamento una simile attività criminosa e criminale che sta seviziando un territorio già martoriato dalla piaga della mala- depurazione e dallo sbancamento disarmonico di numerose colline?
Un’intera popolazione costretta ad assistere a una fase di stallo, figlia dell’inerzia e dell’incapacità di questa amministrazione, una situazione di emergenza provocata dall’inettitudine di responsabili a saper governare un fenomeno fondamentale quale quello della tutela del nostro territorio.
Basta con l’incapacità della politica a far fronte alle emergenze e basta con l’inconsapevolezza del Paese che non riesce a capire chi c’è davvero dietro questi disastri.
Appare evidente che l’Amministrazione non abbia, ad oggi, dato la dovuta importanza alla previsione, alla prevenzione, e dalla lotta attiva al suddetto fenomeno criminoso, né abbia impegnato le giuste risorse per dotare anche i volontari dei mezzi necessari ed indispensabili a fronteggiare l’emergenza. Per tali motivi ed a tutela del patrimonio ambientale della città e dell’intera comunità, è necessario fare un ulteriore passo avanti nell’ambito della prevenzione attraverso una rete sociale che veda in prima linea gli imprenditori agricoli, vero presidio del territorio e tutti i diversi soggetti, che hanno un ruolo a livello provinciale, regionale e comunale nell’antincendio. In primis servono più azioni e politiche mirate ed efficaci di prevenzione e contrasto del fenomeno, perché gli incendi si possono prevedere e possono essere evitati, altrimenti sarebbe come se l’imperatore Nerone tenesse corsi di prevenzione dagli incendi!

— Bisignano in azione —