Energy Harvesting: cos’è e come aiuterà a smaltire i nostri pneumatici

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Oggi, si sta assistendo a una vera e propria lotta contro l’inquinamento, studiando soluzioni alternative eco-sostenibili senza però perdere i comfort a cui siamo abituati. Il settore dell’automobilistica è in continua evoluzione: dalle auto a GPL fino a quelle elettriche per ridurre i consumi e salvaguardare l’ambiente.

Oggi, la Sumitomo Rubber Industries – industria giapponese produttrice di pneumatici – ha studiato un prodotto innovativo: lo pneumatico in grado di generare energia elettrica. Come riportato su outrider.it, si tratta di una tecnologia chiamata Energy Harvesting e consiste nell’installazione di un dispositivo capace di trasformare l’energia creata dalla deformazione della carcassa della gomma che rotola sull’asfalto, in energia elettrica utilizzabile all’interno del veicolo.
Questa tecnologia ovviamente, si adatta alle auto elettrich ma rappresenta anche una vera e propria rivoluzione nel campo automobilistico e ambientale, perché permette di utilizzare delle carcasse che altrimenti avrebbero dovuto subire processi meccanici e chimici di smaltimento, inficiando ulteriormente l’ecosistema.

Il problema dello smaltimento degli pneumatici è da sempre una guerra che si combatte con difficoltà; spesso li vediamo abbandonati ai cigli della strada o nella natura che così facendo, viene inevitabilmente contaminata.
L’idea della casa produttrice è dotare gli pneumatici di elettrodi positivi e negativi; in questo modo, quando l’automobile è in viaggio, si formano dei flussi di elettroni. Si accumula, quindi, elettricità statica pronta per essere utilizzata. Ma come funziona esattamente? Altro non è che un semplice dispositivo che viene installato sulla camera d’aria dello pneumatico su cui poi, entrano in gioco gli elettrodi che formeranno energia cinetica la quale poi, verrà trasformata in energia elettrica. Tuttavia, nonostante l’idea sia stata
selezionata dall’Agenzia Nazionale Giapponese di Ricerca e Sviluppo (Japan Science and Technology Agency), ci sono ancora ulteriori aspetti da collaudare e considerare prima che possa entrare sul mercato.