Elezioni Bisignano, editoriale di fine voto

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Bisignano e il voto, centro destra che va avanti, cinque stelle che tengono il passo, centro sinistra che annaspa.

Sono finite queste elezioni, che confermano l’andazzo nazionale. Confermano anche come nei seggi la velocità non è il massimo, i politici non sappiano cosa sia la comunicazione. Nonchè si conferma come bisogna fare la questua per avere i dati, perché la stampa in fondo è l’ultimo zivulu secondo voi bisignanesi (prima o poi vi stuierete tutti u musu – cit.).

Centro Destra, festa per loro

Il centro dx ha mantenuto i suoi voti, gli amministratori hanno portato la loro bisaccia, confermando il trend comunali-resto del mondo. La sfida rimane sempre quella, forte del consenso appena ricevuto dai cittadini, ovvero lanciare una comunità più coesa che porti una programmazione, lanciare la sfida dell’onestà, della legalità e della trasparenza contro una classe dirigente che ha condotto il Paese sulla via del declino. Gentile ha conquistato 1971 voti (Fdi 872 – FI 719 – Lega 445, Moderati 11) per la camera, dieci in più invece Rapani (voti simili nei partiti).

Cinque stelle, fare il cambio di passo

I Cinque stelle tengono il passo o quasi, per Saladino 1479 al Senato e per Orrico 1459 alla Camera. Chiaramente la garanzia di Cafiero De Raho è stata una base importante di voto. Da capire poi in quanti hanno votato Cinque Stelle temendo di perdere il RDC.

Alla base resta una considerazione, tanti voti poi vengono sparpagliati alle comunali, è l’anomalia degli ultimi anni. Qualcuno/a può sfruttare tutto ciò per il futuro?

Centro Sinistra, qual è il problema?

Il centrosinistra segue la linea nazionale. Un disastro, per Dorato 476 voti al Senato (Pd 390 – Verdi 38, +Europa 23, Di Maio 17), per Pecoraro 480 (Pd 383 – Verdi 44 – Di Maio 28, +Europa 18). Sarebbe ingeneroso dare le colpe al nuovo segretario locale e a qualche neofita del direttivo, ma a mancare è stata la componente più politicizzata. Poi se si perde e si continua a ridere, è un altro discorso, perché di parolai ce ne stanno anche troppi a livelli locali.

Questo è uno dei dati più bassi di sempre del Pd locale, anche pagando le colpe nazionali, sia ben chiaro. L’unità di intenti su confronti e dialoghi per allargamenti a movimenti o espressioni civiche è mancata, ma ci sarà da lavorare molto e in una direzione ben diversa. Ultima curiosità: in Calabria circa 2000 voti in più per il Pd al Senato rispetto alla Camera.

Il resto della contesa

Tutti gli altri non classificati o quasi, un pelino meglio Unione Popolare sui 35 voti e il gruppo di Calenda con 40. Quindici voti per i Comunisti, a conferma che non sono mai esistiti a Bisignano.

Nonostante la pioggia, si riscaldano ulteriormente i motori per riprogrammare la polis locale facendolo nel modo più democratico possibile: coinvolgendo i cittadini ad attivarsi in prima persona.

Ma c’è molto da fare e – se permettete – noi torniamo al lavoro, la politica non ci porta pane, anzi…