Dibattito acceso per l’acqua pubblica

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Tanta carne al fuoco per il coordinamento regionale per l’acqua pubblica “Bruno Arcuri” che sabato sera nella sala “Rosario Curia” ha discusso sul tema idrico. Una buona rappresentanza di pubblico ha assistito al dibattito che, nel corso della serata, ha offerto utili indicazioni ma anche grandi e inattese polemiche. A introdurre i lavori ci pensa lo storico ambientalista locale Mario Palermo, che chiede anche i motivi della mancata potabilità del servizio idrico a Bisignano, concludendo nell’essere comunque contrario alle persone che fanno lauti profitti con l’acqua…

 Spazio poi anche per i membri del coordinamento come il giovane Alfonso Senatore, a ricordare anche i risultati ottenuti dal movimento:<<Il coordinamento ha raccolto le firme negli scorsi mesi per il referendum – ha affermato Senatore – che dovrebbe tenersi nella prossima primavera, salvo caduta del Governo. E’ stato un risultato inatteso, con 1,4 milioni di firme raccolte, di cui circa 40mila in Calabria e quasi 400 nella sola Bisignano. Parliamo dell’acqua come un bene pubblico, e abbiamo considerato Bisignano un esempio emblematico della difficile situazione che abbiamo nella nostra Calabria. La Sorical sta cercando di strozzare i comuni, e oltre a prendersi le nostre sorgenti, il rischio è anche che prendano le nostre distribuzioni>>.

Per Giovanni Di Leo, invece, l’attenzione si concentra piu’ sulle cifre, evidenti e spesso assurde che spiegano il dislivello e i risvolti tra acqua pubblica e privata. Di Leo, con un bel novero di diapositive, spiega ai presenti i vantaggi dell’acqua pubblica con una serie di paragoni. Il costo dell’acqua potabile sul privato risulta essere indigesto per una famiglia, con le cifre moltiplicate per quattro volte, e la mancata diminuzione sia sulle tariffe e soprattutto sugli sprechi, che con il sistema privato imperversano, come mostrano i casi di Firenze ma soprattutto di Aprilia.

Di Leo ha spiegato, inoltre, la situazione in Calabria con la Sorical fondata nel novembre 2004, e divisa tra Regione Calabria (53,5%) e la società francese Veolia (46,5%), e di come la società abbia contratto un mutuo di 240 milioni di euro con la Banca Depfa, che per Di Leo <<grava sui cittadini calabresi>>. A sorpresa arriva il confronto diretto, il primo, con elementi chiamati in causa. Prende la parola Geppino Camo, ex presidente Sorical, che mette in dubbio quanto mostrato dagli elementi del coordinamento, ma perde l’amplomb anche con il pubblico con un <<Lei non è nessuno>> rivolto a una signora della platea, non molto gradito in sala. Camo lancia anche qualche frecciata al nuovo presidente Sergio Abramo, accusandolo di aver criticato in passato la società, ma gli augura ugualmente sul locale. Si ritorna, con fatica, sul locale e Berardi chiede all’assessore Grispo, unico elemento della maggioranza presente in aula, il motivo per il quale non sia stato modificato lo statuto comunale, dopo la delibera in cui si riconosceva l’acqua come bene pubblico. Palla anche ad alcuni rappresentanti dell’opposizione, con Rago e Fucile a criticare sulla potabilità dell’acqua locale, e a porre inquietanti interrogativi sui costi, che penalizzerebbero soprattutto le fasce meno abbienti.

Chiamato in causa, interviene anche Damiano Grispo, l’assessore all’Ambiente, che afferma di non aver ricevuto l’invito alla manifestazione, ne dà assessore o come giunta comunale in generale. Grispo ha affermato che nel prossimo consiglio comunale utile, tralasciando quello sul bilancio di fine novembre, verrà attuata la richiesta del coordinamento, con lo statuto comunale pronto a essere modificato in base alla delibera dello scorso maggio.

Massimo Maneggio