Depuratore e Piattaforma: Il trasformismo politico delle opposizioni

Ritornano di scena i problemi legati al depuratore ed alla piattaforma. Su questi due aspetti di natura ambientale, le opposizioni mettono in campo tutto il loro trasformismo, salendo e scendendo, secondo le loro convenienze, ora dal depuratore, ora dalla piattaforma. Tutto questo approfittando, con una sorta di sciacallaggio politico, di particolari momenti di criticità. Ora, galvanizzati anche dalla sospensione del sindaco e dall’ ”avvicinarsi” della scadenza elettorale, addirittura hanno imparato a speculare sul bisogno, pur di avere il loro momento di vana gloria. L’Amministrazione Comunale, rispetto al depuratore, sta solo facendo ciò che le opposizioni e la popolazione hanno richiesto nel lontano 2010, perfino con l’occupazione della sala consiliare, per denunciare l’alto grado di inquinamento dell’impianto, certificato anche da una seria indagine della Questura di Cosenza.

A tal uopo è stata fatta regolare gara d’appalto alla quale, si ribadisce, la Consuleco non ha inteso partecipare. Se la Consuleco voleva difendere il diritto dei lavoratori, bastava partecipare alla gara d’appalto e, magari, come ha fatto oggi, dire che garantiva la gestione in maniera gratuita. Con ogni probabilità, i conti erano altri, conti che non sono tornati dopo le elezioni amministrative del 2012. Da qui le prese di posizione anche di Fucile e di quel PD mai rinnovato nei fatti, dove impera ancora sovrana la vecchia logica degli “Angeli”. Al punto in cui siamo si può soltanto assegnare il depuratore pubblico alla Smeco Lazio. Da precisare che i lavoratori sono in forza al privato e non al pubblico ed il comune oggi chiede solo il possesso del pubblico. Naturalmente, l’Amministrazione ha a cuore anche le sorti dei lavoratori ed in questa direzione assicura il suo fermo impegno. Anche se non si capisce il si al depuratore e l’avversione alla Piattaforma che avrebbe portato sul territorio 900mila euro annui oltre a 60 posti di lavoro. Chi parla ora con quelle 60 famiglie ancora senza reddito? Ma, oggi, la realizzazione di questo impianto non dipende più da questa Amministrazione. Anche questa, come tutte le cose positive che portano benessere ed investimenti con relativo indotto, non possono essere realizzate a Bisignano ma, la città deve solo subirne le conseguenze. Il presidente Oliverio ed altri, potrebbero infatti decidere di spostare il sito e realizzare la piattaforma dove ci sono maggiori interessi convergenti. A tal proposito un bel sito potrebbe essere quello di Calabra Maceri.

Comunicato Stampa
Comune di Bisignano

Dm Web di De Marco Fabrizio

1 commento

  1. Ma chi li scrive questi articoli? La fata turchina?
    L’amministrazione comunale si è svegliata da un lungo sonno e ha preso coscienza all’improvviso dell’ “alto grado di inquinamento dell’impianto, certificato anche da una seria indagine della Questura di Cosenza”
    Quando questo lo sostenevano gli ambientalisti di Bisignano loro dicevano il contrario, ora vogliono farci credere che vogliono mandare via l’impresa che gestisce il depuratore per il bene dei cittadini e non per chissà quali altri interessi occulti. Mandare via un’impresa per farne venire un’altra che farà le stesse cose, a che serve? Ma forse sarebbe meglio chiedersi a chi serve?

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