Depuratore di contrada Muccone, l’ordinanza del Tar non chiude il caso

Un altro atto viene scritto nella telenovela che interessa il depuratore di contrada Muccone. Infatti, dopo la sospensiva arrivata dal Tar Calabria a fine maggio, con riserva di decisione al 10 giugno, arriva puntuale un’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale che però non scrive nè poteva scrivere, la parola fine a questa travagliata vicenda che vede contrapposte l’amministrazione comunale, la Consuleco che gestisce il depuratore privato e quello comunale, i cittadini della zona che reclamano garanzie per la loro salute. La sospensiva di fine maggio bloccava, in pratica, l’intimazione firmata dal responsabile del quarto settore del Comune, ingegnere Umile De Bartolo, di smantellare l’impianto privato entro il termine prescritto…

Ora, l’ordinanza emessa dalla seconda sezione del Tar «rigetta l’istanza di sospensione del provvedimento impugnato», provvedimento che riguarda una serie di opposizioni proposte da legali della Consuleco, compresa la legittimità della gara d’appalto e la sua aggiudicazione per la gestione del depuratore comunale alla Smeco Lazio srl e atti conseguenti. Un provvedimento, questo del Tar, non risolutivo in quanto, quasi sicuramente, i legali della Consuleco, Stanislao De Santis, Gianluca Rubino e Valerio Zimatore, ricorreranno al Consiglio di Stato. Ed anche perché la soluzione a questo annoso problema non può arrivare dalla carta bollata ma da un tavolo di trattative fra le parti e dalla capacità della politica di trattare e trovare soluzioni soddisfacenti. Il Comune di Bisignano contro il quale la Consuelco ricorreva era difeso dall’avvocato Giuseppe Carratelli. Intanto, appresa la decisione del Tar, i cittadini delle contrade interessate al problema (Muccone, Marinella, Forestella e Arena), si sono riuniti nella sala della biblioteca di viale Roma. La discussione che ne è nata è stata, come nelle previsioni, molto accesa ed a tratti ha fatto registrare toni abbastanza duri fra i cittadini e il sindaco Umile Bisignano. È stato chiesto con forza di bloccare l’attività dell’impianto privato e procedere allo smantellamento per come già intimato alla Consuleco. Nei prossimi giorni, non appena l’ordinanza del Tar sarà notificata ufficialmente al Comune, se ne saprà di più. Quello che preoccupa, è che non si intravedono soluzioni di natura politica e che, almeno apparentemente, non ci sono margini di mediazione fra le parti. Da un lato c’è l’amministrazione comunale che ormai da tempo va avanti a proroghe di una convenzione scaduta; dall’altra c’è la Consuleco che oltre ad avere in organico una trentina di persone di Bisignano ha avuto autorizzazioni all’ampliamento e allo scarico di liquami pericolosi. In mezzo, come al solito, ci sono i cittadini che oltre a subire questo stato di cose respirano un’aria che potrebbe essere insalubre.

Rino Giovinco
su Gazzetta del Sud

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