Denunciati 4 romeni per ricettazione. Recuperati trecento chili di rame

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Quando li hanno sorpresi, stavano bruciando nei pressi del fiume “Muccone” alcuni quintali di cavi elettrici per distruggerne il materiale plastico e far  rimanere solo il rame contenuto all’interno.  Si tratta di quattro giovani romeni denunciati  a piede libero dai Carabinieri che hanno, appunto, recuperato oltre trecento chili di rame, divenuto ormai “oro rosso”, pronto per essere piazzato sul mercato illegale, di provenienza furtiva. L‘operazione è stata portata a termine nella tarda serata di sabato dai Carabinieri delle stazioni di Luzzi e Bisignano, rispettivamente comandati dai marescialli Roberto Sangermano e Giuseppe Motta, congiuntamente impegnati in una serrata attività investigativa e di controllo del territorio finalizzata anche a contrastare il fenomeno sempre più diffuso dei furti di cavi dalla rete elettrica, telefonica, centraline, ecc., spesso oggetto di razzia, creando notevole disagio anche alle popolazioni della Media Valle del Crati nonchè danni di nautura ambientale.

I militari dell’Arma, coordinati dal comandante della Compagnia di Rende, il capitano Luigi Miele, e agli ordini dei marescialli Sangermano e Motta, a seguito di una segnalazione, si sono immediatamente portati in località Petrine di Luzzi, al confine con il territorio di Bisignano, dove in prossimità del fiume “Muccone”, hanno scoperto i quattro rumeni, di cui tre senza fissa dimora e l’altro residente nel campo rom di Vaglio Lise, a Cosenza, nonché già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici, intenti a dare fuoco alla guaina protettiva in plastica dei fili cavi elettrici al fine di ricavarne una cospicua quantità di rame.  Il denso fumo nero e l’odore acre dell’incendio appiccato lungo gli argini del “Muccone” sono stati segnalati da alcuni cittadini ai Carabinieri che hanno, quindi, sorpreso e denunciato i quattro rumeni all’autorità giudiziaria per ricettazione.  Un tipo di reato, questo, che non è facile prevenire. Proprio per tale motivo, infatti, è indispensabile cogliere i “piromani” sul fatto. Ecco perché è necessaria anche la collaborazione dei cittadini.

Roberto Galasso
su: Dirittodicronaca