Danni da sangue infetto: si deve fare di più

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Danni da sangue infetto: problematiche tra Ministero della Salute, Regioni, ASP, danneggiati, eredi dei danneggiati. Risarcimento e indennizzo.

La più grande strage di Stato mai perpetrata in Italia è quella derivante dalla trasfusione di sangue infetto o emoderivati infetti o vaccinazioni obbligatorie che ha infettato circa 120mila persone, delle quali più di 10.000 sono decedute per tumori epatici e/o cirrosi epatica. E la cosa più grave è che, nonostante il picco si sia raggiunto nei decenni 80/90, ancora oggi si verificano, purtroppo, casi di infezione da sangue infetto.

Con la legge 210/92 lo Stato ha previsto un indennizzo bimestrale di natura assistenziale a favore dei danneggiati che oggi giorno varia, a seconda della categoria, da un minimo di € 1.541,66 ad un massimo di € 1.726,38.

A pagare tale indennizzo provvedono, a secondo della normativa delegata o meno, il Ministero della Salute oppure le Regioni oppure le Asp.

In caso di decesso causato dalla infezione, ed accertato dalla Commissione Medico Ospedaliera territorialmente competente, viene corrisposto agli eredi un assegno una tantum di € 77.468,53 oppure la reversibilità dell’indennizzo per 15 anni, ai sensi della L. 238/97.

Tale indennizzo è stato oggetto di ferreo contenzioso giudiziario relativamente al fatto che per tanti anni non è stata riconosciuta la rivalutazione dello stesso secondo gli indici ISTAT.

Oggi, pacificamente riconosciuta la rivalutazione a seguito di sentenza della Corte di Cassazione del 2005, tutti i beneficiari, o i loro eredi, stanno ricevendo gli arretrati a titolo di rivalutazione che grosso modo ammontano ad una somma variabile superiore a € 10.000,00.

Tuttavia, mentre il Ministero della Salute, per i pagamenti di propria spettanza, ha effettuato il pagamento integrale degli arretrati in sede amministrativa, le Regioni e le Asp, invece, hanno pagato solo in quota parte un acconto.

Avverso tale stato di fatto, ed in via esplorativa, ma si ritiene a giusta ragione, il sottoscritto, unitamente ad altra Collega, ha presentato davanti a diversi uffici Giudiziari di varie Regioni apposita azione legale nei confronti delle Regioni e/o Asp affinchè paghino immediatamente il saldo della somma spettante, costituendo un abuso la dilazione parziale delle somme spettanti.

Analoga azione legale è stata intentata laddove le Regioni e le Asp hanno pagato l’assegno una tantum agli eredi nella sola quota capitale.

Se questa è la situazione relativa all’indennizzo concesso a titolo di solidarietà sociale, altro invece è il risarcimento del danno biologico di natura civilistica.

Sul punto, “stancamente” volge al termine previsto per legge (31.12.2017) il risarcimento dei danni civili per circa 6500 istanze presentate inizialmente per aderire ai cd. Moduli transattivi di cui al D.M. del 4 maggio 2012, e poi dirottate, in corso d’opera, dallo “Stato” con il cd. art. 27-bis del D.L.  90/2014, convertito in legge 114/2014.

IL “Decreto moduli” prevedeva a titolo di risarcimento del danno biologico somme più elevate rispetto a quelle poi stabilite in pejus, in corso d’opera, dallo “Stato” con il cd. art. 27-bis del D.L.  90/2014, convertito in legge 114/2014, detta “Equa Riparazione”, che di “equo” dal punto di vista morale e sostanziale non ha proprio nessun connotato.

Con “l’Equa Riparazione” lo Stato ha previsto la liquidazione soltanto di € 100,00,00 a tacitazione definitiva e satisfattiva delle pretese dei danneggiati per il risarcimento dei danni loro causati dal contagio per sangue o emoderivati infetti e di € 20.000,00 per i danni conseguenti a vaccinazioni obbligatorie.

Tuttavia, accanto a tale quadro normativo, viaggiano molte sentenze passate anche in giudicato che hanno riconosciuto ai danneggiati, o ai loro eredi aventi diritto, risarcimenti miliardari e che il Ministero ancora non ha liquidato, in spregio anche a sentenze ottenute in sede di ottemperanza avanti ai Tar affinchè il Ministero venisse obbligato a dare esecuzione alle sentenze civili.

L’intera vicenda, purtroppo, ha dimostrato l’assoluta inefficienza e soprattutto la mancanza di sensibilità, giustezza sostanziale, coerenza e solidarietà da parte dello Stato di dare il dovuto “significato” risarcitorio ad una strage di Stato unicamente ed esclusivamente ad esso imputabile e che ha privato migliaia di persone del bene salute e del bene vita.

Avv. Giuseppe Camera