Corigliano, quale futuro?

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cantù-corigliano 1-3Archiviata la stagione 2014-15, è tempo di pensare al futuro in casa Caffè Aiello Corigliano. Stagione abbastanza tribolata quella vissuta in riva allo Jonio tra illusioni di promozione e realtà molto più distanti, in quanto la continuità non è stato proprio il pezzo forte della squadra del presidente Gennaro Cilento. Tanto nervosismo, soprattutto nei mesi invernali, non ha creato grandi presupposti, pur riuscendo a rimettersi in rotta in primavera, quando i playoff sono stati giocati globalmente al meglio delle proprie forze. Merito dei nuovi arrivati, innanzitutto: Davidson Lampariello, libero brasiliano, era il tassello mancante per un sestetto che, quantomeno, si è giocato delle chance più corpose. L’esperienza di Lampariello, più che il ruolo in sé, è stata fondamentale, sia per tenere a freno un ambiente molto umorale, che si esalta fin troppo nelle vittorie e si scoraggia, all’inverosimile, nelle sconfitte. Lampariello, che era praticamente un acquisto annunciato ben prima del suo esordio effettivo in campo, sarebbe servito soprattutto a coach Daniele Ricci, esonerato a causa di un filotto negativo, tra Coppa Italia e campionato, condito da una contestazione aperta della tifoseria, che aveva promesso opposizione ad oltranza sino al cambio in panchina, poi effettivamente materializzato. Guardando alla guida tecnica, arrivano ora i dubbi. Ricci, a meno di un nuovo ingaggio, è ancora sotto libro paga, e prendere un altro allenatore dall’ingaggio considerevole sarebbe una mazzata sul bilancio. Affidarsi nuovamente alla coppia formata da Tony Bove e Pasquale Bosco sarebbe, invece, la soluzione ideale: il primo conosce bene l’ambiente, il secondo ha fatto tanta gavetta in Serie B e ha sempre fatto giocare bene le sue squadre. Vedendo anche il loro ruolino sulla panchina jonica, c’è da pensare che questa coppia meriti di iniziare il prossimo torneo di Serie A2. L’esito dei playoff ancora brucia nell’ambiente, ma bisognerà ripartire dai punti fermi. Felipe Banderò è l’asso da trattenere a tutti i costi (le offerte arriveranno a breve per la banda rossonera), mentre Marco Izzo è alla ricerca della sua definitiva maturazione: palleggiatore di buona prospettiva, è già nel giro della Nazionale. Logico pensare, quindi, a un suo approdo in SuperLega, in un ruolo sempre particolare. Da lanciare, invece, sarà il giovane Federico Lavia, che coach Ricci non ha avuto paura di far esordire a 15 anni.

Masman