Caso Yara Gambirasio: Un cosentino nel pool che ha individuato il presunto assassino

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E’ di Rossano uno dei genetisti che ha lavorato al caso di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate  rapita il 26 novembre sel 2010 e ritrovata morta in un campo tre mesi dopo a Chignolo d’Isola, a pochi chilometri. Si tratta del prof. Giuseppe Novelli, rettore dal 2013 dell’Università Tor Vergata di Roma dove insegna genetica medica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Il prof. Novelli ha lavorato insieme ad altri biologi e genetisti dell’Univerisità Tor Vergata, tra cui il prof. Emiliano Giardina, responsabile del laboratorio di Genetica Forense dell’ateneo romano, al caso Gambirasio, in particolare all’analisi delle migliaia di DNA prelevati con un campionamento ad ampio raggio e che, dopo tre anni di indagini, ha consentito di individuare il presunto assassino, Massimo Giuseppe Bossetti.

Si è partiti dalle piccole tracce di sangue repertati dalla prof.ssa Cattaneo sugli indumenti intimi e sui leggings della piccola Yara, ne è stato tracciato il DNA, e dopo una lunga attività di analisi, Novelli e Giardina sono  risaliti a Giuseppe Guerinoni,  padre naturale del presunto assassino, o meglio di ‘Ignoto 1’come è stato indicato l’uomo a cui appartenevano le tracce di sangue fino ad individuare il figlio naturale dell’autista di Gorno morto nel ’99 e la madre. Il prof. Novelli è stato il primo a portare il  Dna in un’aula di tribunale, al processo per l’uccisione della piccola Cristina Capoccitti a Balsorano.

Il prof. Giardina ha lavorato a molti importanti casi giudiziari. Con lui collabora anche la dott. Elena Falcone, genetista forense, direttore del ‘Biogenet’ di  Cosenza nonché partner del Centro Investigazioni Scientifiche diretto dal criminalista Luca Chianelli. 

Fonte: Gazzetta del Sud