In Calabria arrivano bandane invece delle mascherine

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“Io sono convinta che noi riusciremo a contenere il virus, perché vedo le città vuote, la gente molto attenta, più attenta di me, ma dobbiamo essere contemporaneamente preparati a fronteggiare l’emergenza”.

La presidente della Regione, Jole Santelli, pur fiduciosa, ha approfittato della prima seduta del Consiglio regionale per fare il punto della situazione sulla gestione dell’emergenza Coronavirus.

“Devono mandarci i ventilatori – è stata perentoria la Presidente calabrese – perché non li possiamo comprare. La scorsa settimana chi li comprava se li è visti sequestrare. E soprattutto devono mandarci i dispositivi. Posso assicurare che appena arrivano la Regione li diffonde e distribuisce per il 90% alle aziende ospedaliere e sanitarie, il 10% resta alla Protezione civile per in suoi volontari.

Due giorni fa – rivela in Aula – mi hanno detto che ci avrebbero mandato 23mila mascherine ffp2, avevo rassicurato i vari Commissari, me ne sono arrivate non 23mila, ma 26mila: ma sono arrivate delle bandane e nessuno le vuole. Mi è stato comunque assicurato che le manderanno”.

Il presidente Jole Santelli ha inoltre risposto alle richieste di chiarimento da parte dei consiglieri circa le misure intraprese dalla Regione Calabria per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso. Ha illustrato il Piano messo a punto e tutte le fasi del crono programma utili all’applicazione e ha fatto il punto della situazione sul numero dei contagi, ricordando le vittime del Coronavirus in Calabria e inviando un messaggio di vicinanza alle famiglie colpite da questa tragedia. “Il fatto grave è che ieri avevamo 11 decessi, a oggi purtropo siamo a 14. Facciamo le condoglianze alle famiglie”.

Per quanto riguarda i tamponi, la Santelli precisa: “Non è facile trovarli, perchè il mercato è saturo, è un problema nazionale. Ma diciamo no ai tamponi veloci, perchè l’Istituto Superiore di Sanità non li ritiene affidabili e per me l’Iss è il Vangelo”. Santelli poi ha ribadito: “Ho chiesto l’intervento dell’Esercito e continuo a chiederlo non perchè deve arrivare l’Esercito in divisa a militarizzare ma perchè noi i Distretti li abbiamo. In questo momento non capisco perchè i soldati che sono nei Distretti militari non possano dare una mano alle forze di polizia e a tutti noi che stiamo combattendo un’emergenza, per cercare di gestire sopratutto le zone a maggior rischio contagio”.

Attenzione ai fondi europei:
“Noi come tutto il Sud vogliamo capire qual’è la somma che lo Stato investirà qui” – dice la Santelli – “se no esiste il problema e c’è il doppio rischio che passiamo per scemi, perchè da un lato l’Europa farà si che i fondi che avrà lo Stato italiano per l’emergenza siano esattamente i fondi europei destinati al Sud, e quindi il Sud pagherà tutta l’emergenza nazionale. Poi con quei fondi nulla o poco ci arriverà, perchè a noi diranno “Cavatevela con i fondi europei che ne avete già abbastanza”. Questo è un rischio e una tematica che dovremmo affrontare dando una bella prova di unità, aldilà dei colori politici”.