Brevi riflessioni sul problema rifiuti a Bisignano

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«E’ una VERGOGNA!» Ecco il grido che, soprattutto in alcune zone della nostra campagna, si leva alto nel cielo… L’emergenza rifiuti permane e nonostante alcuni, scarsi, deboli tentativi di fare qualcosa, il tutto non vuole (non penso proprio che non possa) esser risolto.

Analizziamo alcune proposte degli ultimi giorni:

  • «Il consigliere di “Bisignano al centro”, Lucantonio Nicoletti, sposa in pieno la causa della Cittadella, sulla questione rifiuti, e cerca il dialogo con l’amministrazione comunale: “La situazione che si vive nella zona commerciale della “Cittadella Mediocrati” è imbarazzante. Nessuno, ovviamente, vuole scaricare le colpe sull’amministrazione comunale, ma si deve porre un rimedio a questo scempio. La mia proposta è quella di eliminare totalmente i bidoni dalla Cittadella e distribuirli in tutte le zone di Bisignano: basterebbe un bidone a quartiere per allievare, almeno, il problema in città. Certo, questo è un passo indietro rispetto alle attuali politiche ambientale, ma forse al momento è l’unico passo che ci consentirebbe di andare avanti”.»      …    In pieno accordo con l’idea che “la situazione che si vive nella zona commerciale è imbarazzante”; in dis-accordo sul fatto che “nessuno vuole scaricare le colpe sull’amministrazione comunale”: l’emergenza rifiuti è stato ed è un problema che la nostra amministrazione comunale ha saputo mal gestire, rifiutando il dialogo e non accettando proposte di iniziativa popolare tese a una risoluzione del problema (il sottoscritto propose su questo sito web e sul social network facebook una “riunione” cittadina con lo scopo di trovare una soluzione al problema al di là di ogni appartenenza politica e al di là di ogni carica istituzionale – risultato: nessuna risposta); inoltre la proposta di togliere i cassonetti e di metterne uno a quartiere è davvero incomprensibile: può un bidone a quartiere raccogliere tutto il surplus di spazzatura che non viene smaltito dalla presunta raccolta differenziata (fatta malissimo in molte zone del nostro paese), o è  solo un modo per “distribuire” le montagne di spazzatura che altrimenti, se fossero cumulate tutte in un punto, risulterebbero troppo vistose? Il problema non cesserebbe: certo, non vedremmo montagne di spazzatura tutte in un punto, ma ci sarebbero più colline dislocate sul territorio: questa è la soluzione?
  • «Il sindaco ed il suo esecutivo questa volta sono determinati e dichiarare lo “stato di emergenza conseguente al mancato conferimento dei rifiuti solidi urbani in discarica autorizzata”. Da questo ne consegue, come si legge nell’atto ufficiale di giunta, l’assunzione di una decisione inaspettata: è quella della riapertura della discarica del Trifiero, da anni chiusa, ubicata nel territorio cittadino. […]La decisione sa di eclatante anche se è una forte assunzione di responsabilità politico-amministrativa rispetto a quella che è una vera e propria emergenza. La delibera prevede la spesa necessaria per l’indagine geognostica, la progettazione e la gestione della stessa discarica, nelle forme previste dalle legge. Da più giorni bruciano rifiuti accumulati per le strade, vere e proprie montagne anche nel piazzale commerciale intitolato al generale Dalla Chiesa.»   …   Ma davvero l’apertura di una nuova discarica è una risoluzione “eclatante” rispetto ad una emergenza che poteva essere contenuta attraverso una gestione ottimale della raccolta differenziata? È difficile capire che il disastro ambientale che si prospetta non solo attraverso una non risoluzione del problema – in quanto i cumuli sulle strade, con il caldo, porteranno non pochi problemi ai cittadini bisignanesi – ma anche attraverso l’apertura di una discarica – che implicherebbe non pochi danni ambientali su tutto il territorio limitrofo – sia di proporzioni enormi – quando il problema si potrebbe tranquillamente risolvere tramite una gestione ottimale della raccolta differenziata? È difficile concepire l’idea di una gestione ottimale della raccolta differenziata?

Dopo queste analisi, non posso far altro che condannare coloro i quali, per gioco o per necessità, decidano di dar fuoco ai rifiuti accumulati sulle strade: è un rischio per la salute di tutti i cittadini e di tutte le forme di vita, animali e vegetali, che inalano sostanze nocive e tossiche.

Il problema, come visto, persiste e la popolazione comincia ad essere stufa della situazione: sintomo è il cartello posizionato sui rifiuti accumulati ai bordi di una delle nostre strade – come si evince chiaramente dalle foto che mi sono pervenute in questi giorni. La gente è stanca di tutta questa situazione…

Ripeto ancora una volta che la non-capacità di risolvere qualcosa, con la conseguente rinuncia dell’incarico a favore di un altro-io, non è sintomo di viltà e di disonore, ma anzi di aperta capacità critica ed auto-critica, che permette di compiere un gesto in piena umiltà e capacità di accettare i propri limiti a favore del Bene comune.

L’emergenza permane: urge una risoluzione immediata del problema ed un incremento della raccolta differenziata e di altre politiche sociali tese alla minor produzione di rifiuti (educare all’ambiente e alla raccolta differenziata, incentivare la nascita e lo sviluppo di produzioni locali in modo da diminuire drasticamente la produzione di rifiuti generati da merci provenienti da località distanti dal nostro territorio, le quali necessitano di una produzione non indifferente di rifiuti dati dal loro trasporto – senza contare l’enorme vantaggio che potrebbe avere in tutto ciò l’economia locale: già queste sono due interventi duri nella lotta contro i rifiuti, piaga della nostra società capitalista). Solo così ci si potrà definire per davvero un comune virtuoso.

GIUSEPPE DONADIO

 

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