Bisignano, un territorio “minato” da circa trenta frane

Il comune, così come tanti altri della provincia, è continuamente minacciato da masse di terreno in movimento che, da un momento all’altro, potrebbero venire giù travolgendo ogni cosa. Dai risultati di un’importante ricerca condotta grazie ad una convenzione stipulata tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la provincia di Cosenza, attraverso l’istituto di ricerche per la protezione idrogeologica, è emerso che il territorio di Bisignano è situato al centro della classifica generale di tutti i comuni della Provincia, insieme al comune di Malvito per la presenza, nel proprio territorio, di 30 frane in atto.

La ricerca, durata due anni di intenso lavoro, ha interessato i centri abitati e le aree in vicinanza di strade che negli ultimi cinque anni sono stati colpiti da violenti temporali e copiose precipitazioni atmosferiche. Da parte sua l’Amministrazione comunale, ben consapevole della situazione di instabilità che caratterizza buona parte del proprio territorio, ha già provveduto a trasmettere alla Regione Calabria una completa relazione tecnica sulla situazione. Ovviamente la conoscenza del pericolo non sempre è sufficiente ad evitare i disastri per cui si rende necessario il monitoraggio continuo delle zone interessate dalle frane, per controllarne i movimenti e gli eventuali mutamenti di direzione e ridurre, così, al minimo i rischi per le popolazioni.

Occorre sottolineare, inoltre, che i comuni di Acri e Luzzi, i cui territorio sono confinanti con quello di Bisignano, sono in testa alla classifica per numero di frane esistenti nei propri territori. Nel territorio del comune di Acri che dista soltanto 12 chilometri, si contano ben 238 frane in atto ed in quello di Luzzi 231. Alla luce di quanto risulta dalla ricerca effettuata dal Cnr, l’appellativo di “terra ballerina” attribuita alla nostra regione per effetto dei terremoti è più che giustificato e va attentamente considerato.

Mario Guido
su: Gazzetta del Sud del 04/06/2014

1 commento

  1. Ci sono voluti due anni per capire ciò che era evidente da decenni e largamente denunciato in atti storici pubblici?
    Per esempio, ricordo che a Bisignano durante gli smottamenti del 2010 un certo tecnico del Comune, successivamente “licenziato per incompetenza di servizio” dalla casta municipale, aveva annunciato qualcosa del genere anche in riferimento ai Comuni circostanti, quest’ultimo però messo alla gogna dai molti e considerato un ingegnere folle. Eppure, durante quei mesi fu l’unico che si prese l’impegno di girare a piedi tutti i luoghi interessati del Comune di Bisignano alle frane e lo fece insieme a un suo collega geologo. Di ciò rammento molto bene poichè in alcune escursioni io stesso accompagnavo i due tecnici con i quali non sono mancati anche degli insulti. Col tempo ho compreso che quel tecnico tanto chiacchierato stava facendo il suo lavoro con impegno e dedizione. L’unico.
    Quindi, illustri “giornalai” informiamo e non limitiamoci a raccontare solamente “fattarielli sindacali” e pisci fritti poichè altrimenti si rischia tutti l’indigestione di fregnacce!

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