Bisignano: L’analisi del voto

Come sempre anche nella cittadina cratense la tornata elettorale ha scatenato le menti dei cittadini, con alcuni dati definitivi che faranno senz’altro discutere. Si parte dal 57,74% dei votanti, a rispettare la media della provincia cosentina, 5745 su 9950 aventi diritto al voto, con i dati in percentuale per i tre candidati alla presidenza regionale suddivisi così: Scopelliti al 54,15%, Loiero al 38,65% e Callipo al 7,91%. Per i voti di partito il Pdl raggiunge il circa il 34%, seguito a ruota dal Pd al 18,65%, mentre il terzo gradino del podio lo occupa la lista “Scopelliti Presidente” che per poco batte “Alleanza per la Calabria”. I dati che però interessano maggiormente a livello locale riguardano le preferenze verso gli aspiranti consiglieri, che sul territorio si sono affacciati con rinnovata fiducia…

Pino Gentile risulta il piu’ eletto con 562 voti, ma il dato deve far riflettere, poiché l’ex candidato alla provincia era appoggiato da gran parte della giunta comunale, e dal sindaco Umile Bisignano. Una prestazione elettorale forse sorprendente, e in città quasi tutti avevano pronosticato risultati ben piu’ congrui. Chi fa bella figura tra le fila del Pdl è Nicola Tenuta, che coglie 324 voti, mentre sono significativi i voti di Chiappetta (156), che a Bisignano era stato sponsorizzato da Galati e dal nuovo presidente regionale, e quelli di Morrone con 141 preferenze. Dall’altra parte, anche il Partito Democratico mostra linee di preferenze non facilmente pronosticabili. Salvatore Pirillo batte tutti con 219 voti, mentre Nicola Adamo prevale sul segretario regionale Carlo Guccione per 131 a 125, mentre seguono Maiolo, Principe e Bevacqua. Nelle altre restanti liste, invece, è stata bagarre.
Maurizio Feraudo, protagonista insieme al senatore Belisario in zona Muccone, prende 78 voti, mentre Mimmo Talarico arriva a 34, in un “Italia dei Valori” che a Bisignano ha poche radici. In “Psi-Sinistra Vendola”, Luigi Incarnato domina su tutti gli altri candidati raggiungendo quota 112, mentre Eva Catizone rimane a zero. Mario Franchino arriva a 38 voti, mentre un buon risultato lo realizza Diego Tommasi con 200 voti, rinforzati dal circolo locale di “Alleanza per la Calabria”. Vita dura anche per i comunisti, con Guagliardi che prende 6 voti, mentre l’Udc raggiunge circa il 6,4% con Trematerra a primeggiare con 183 voti. Tra gli altri, da segnalare i 93 voti di Salvatore Magarò, sostenuto dal consigliere Roberto Cairo, e la lista “Noi Sud” che resta al palo senza nessuna preferenza. Ora scatta l’analisi a livello locale per tutti. In primis per l’amministrazione comunale dopo il risultato di Pino Gentile, anche se il Pdl ha toccato 1839 voti. Anche tra le fila dell’opposizione si dovrà riflettere dopo gli ultimi esiti regionali e spiegare ai cittadini quali saranno le prossime mosse da attuare. Bocche cucite, per ora, tra i vari partiti, anche se già in settimana i vari segretari potrebbero fare un’analisi del voto.

Massimo Maneggio
su Calabriaora

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