Basta scuse, si prenda un impegno serio per il Santuario di Sant’Umile

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Sono ormai 11 anni che la chiesa di Sant’Umile resta chiusa, dopo che una frana aveva compromesso una parte della collina su cui sorge la chiesa.

Messa in sicurezza la collina, la chiesa continua a rimanere chiusa. Qualche anno fa qualcosa iniziava a dare qualche speranza con la decisione della giunta regionale presieduta da Mario Oliverio di destinare una somma pari a 300 mila € alla ristrutturazione della chiesa di Sant’Umile. Nei mesi scorsi dalla regione e dalla soprintendenza facevano sapere che burocraticamente si era a buon punto e che presto i lavori sarebbero iniziati. Ma sono costretto a tornare sulla questione poiché dei lavori di ristrutturazione non se ne vede neanche l’ombra.

Intanto, all’interno del chiostro dove frati sono costretti da 11 anni a questa parte a celebrare messa, continua a pioverci – anche durante le celebrazioni eucaristiche – così come testimoniato da documenti video e fotografici, e da qualche giorno una parte del tendone, che in teoria dovrebbe proteggere i fedeli dalle intemperie del tempo, si è praticamente staccato. Non sfuggirà che siamo nel vivo della novena di Natale, molto sentita a Bisignano e quest’anno è stata particolarmente limitata per via delle condizioni in cui versa il chiostro e il salone adiacente può contenere un numero limitatissimo di persone. Quest’anno, per altro, si rischia di non celebrare la messa di Natale: il tempo e la pazienza sono finiti. Il presidente Occhiuto, insieme alla sua giunta, dimostrino di avere a cuore Sant’Umile e Bisignano e diano un segnale chiaro che in tempi certi e celeri si possano iniziare i lavori di ristrutturazione e si possa riaprire la chiesa del Santuario di Sant’Umile. Non venissero a parlarci di risistemazione del tendone: è una toppa al problema che abbiamo già visto, ma non ha risolto il problema. L’unico e solo modo per risolvere il problema è ristrutturare la chiesa e, finalmente, riaprirla.
Non possiamo più continuare ad essere presi in giro. Sant’Umile e suoi fedeli non lo meritano. Così come la città di Bisignano non merita di essere privata ancora a lungo di un patrimonio così importante.

Rosario Perri