Bagno di folla per Loiero

Un’inattesa folla di manifestanti e curiosi ha salutato l’arrivo a Bisignano di Agazio Loiero, Mario Oliverio e Carlo Guccione, impegnati a dare man forte alla mozione Bersani. La sala conferenze della biblioteca era stracolma di gente, nonostante un orario, le 18 circa, non certo tra i migliori. A inaugurare i lavori ci pensa il segretario locale Italo Fucile, che toglie qualche sassolino dalle scarpe, affermando di non aver ricevuto nessun invito dai componenti della mozione Franceschini, durante l’incontro di qualche settimana fa con Pirillo, Bruno e Adamo. Spazio anche per una delle giovani promesse del partito, Valeria De Bonis, che ha invitato i tesserati a non fare una guerra mediatica deleteria per tutti, ma ha ribadito di essere propensa, così come altri giovani, all’unità per costruire un qualcosa di positivo anche nella cittadina cratense. Ma la vera star è, senza dubbio, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, visibilmente contento di tanto affetto mostrato nei suoi confronti. Per il presidente: <<Quando un partito si divide in un congresso, c’è il rischio che si divida anche per sempre. Non era il momento giusto per celebrarne uno, perché siamo alla vigilia delle elezioni regionali, più importanti ora di quelle politiche. Le elezioni di “mezzo termine” si rifletteranno sull’andamento nazionale, anche se Berlusconi non si dimetterà mai come fece D’Alema nel 2000. Così come Bersani credo che sia stato un errore non fare alleanze significative con altri gruppi di centro-sinistra. Pierluigi Bersani lo conosco bene: è un personaggio forte, di istituzioni, e sotto la sua guida spariranno quelle inutili etichette velleitarie che circondano una parte di questo partito. Una piazza come Bisignano, piena di gente e soprattutto di giovani, mi riempie sempre il cuore>>. E se Agazio Loiero ha mantenuto un invidiabile self control, anche nell’incontrare una anziana signora ansiosa di porgli qualche domanda, stessa cosa non si può dire di Mario Oliverio ha dato qualche “frecciata” pesante ai componenti della mozione Franceschini. <<Siamo impazziti – afferma Oliverio – se lasciamo dire a Franco Bruno che sarebbe meglio perdere con Loiero piuttosto che vincere. Così come a Crotone, dove c’è stata la pazzia di avere due candidati del centro sinistra che, una volta andati al ballottaggio, non hanno avuto nemmeno l’intelligenza di apparentarsi. Il grande progetto del Partito Democratico non è mai decollato, e ne sono prova lampante le dimissioni di Veltroni. Bersani ha come obiettivo la rinascita del Pd e dobbiamo porre una seria alternativa al centro-destra, per non perdere completamente quella credibilità che vacilla fuori dai confini italiani. Noi dobbiamo creare, a partire dalle piccole realtà, una armonia politica che abbiamo dimenticato, in particolare nel nostro partito, dove le polemiche purtroppo abbondano>>. A chiudere i lavori ci pensano Carlo Guccione, candidato alla segreteria regionale e l’onorevole Cesare Marini. Tra pochi giorni i tesserati voteranno il loro segretario: dopo quest’incontro potranno decidere con gran tranquillità a chi affidare le chiavi del partito, dopo aver sentito tutti i big della politica calabrese.

Massimo Maneggio

1 commento

  1. Della serie: IL NUOVO CHE AVANZA!

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    Lo hanno rifatto! Il Pd salva il governo! Gli evasori mettono un’altra lapide

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    Incredibile! Lo hanno rifatto! Oggi si votava la fiducia per lo scudo fiscale. Una legge che aiuta chi è rimasto indietro: gli evasori fiscali, la mafia, la ‘ndrangheta e i riciclatori di capitali. Il governo ha ottenuto la fiducia grazie alle assenze dell’opposizione. L’altro ieri (leggi qui) il geverno era scampato all’eccezione di costituzionalità presentata dal Pd per il semplice fatto che molti deputati del Pd non erano andati a votare. Grandi polemiche, accuse, la base con i coglioni a tracolla, liti tra mogli e mariti, democratici suicidi che si davano all’alcol. Oggi, il voto di fiducia. E grande colpo di scena: la bellezza di 56 (cinquantasei!) deputati della maggioranza non sono andati a votare. Questo significa che una cinquantina di deputati del centrodestra vorrebbero tanto far cadere il loro stesso governo! Non ne possono più nemmeno loro di Silvio, un settantatreenne che non sa riconoscere una professionista quando gliela portano a casa e crede che sia una brava ragazza innamorata di lui! Ma tu dimmi! E dunque, signori e signore, oggi si poteva far cadere il governo Berlusconi!
    Favorevoli 270. Contrari 250. Assenti del Pd: 23. Assenti dell’Udc: 6. Assenti dell’Idv: 1. Fugure di merda: una sola ma bella grossa.
    I riciclatori di denato che ora potranno riportare in Italia – praticamente grati e sotto anonimato – i soldi su cui non hanno pagato le tasse hanno messo subito un’altra targa, ma si sono detti preoccupati: “Se ogni volta che il Pd aiuta il governo Berlusconi dobbiamo mettere una lapide in marmo, quanto ci costa?
    Nella foto (clicca per ingrandire) la nuova targa apposta ieri su un muro di Roma.

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