Apriamo il ponte incontra il Presidente Provinciale: “Se tutto va bene siamo rovinati”

Comunicato stampa comitato spontaneo “Apriamo il ponte”

Subito dopo la manifestazione del 04/4/2018 sulla provinciale 241 all’imbocco della strada ASI per Bisignano, i cittadini abitanti a Mongrassano scalo e Bisignano riuniti in assemblea, hanno deciso unanimemente una ulteriore manifestazione di protesta per giorno 18 c.m. con partenza da Mongrassano scalo ed arrivo a Cosenza davanti al palazzo della provincia in piazza xv marzo, per poter conferire con il signor presidente Franco Iacucci.

Evidentemente preoccupato per la nuova manifestazione, il signor Presidente ha convocato il suddetto comitato per giorno lunedi 16 u.s.

Fiduciosi ci siamo recati all’appuntamento nella speranza quantomeno di conoscere i reali problemi che affliggono il ponte sulla SP 239 ormai chiuso da quasi tre mesi, pensavamo di trovare sul tavolo almeno la perizia tecnica (più volte richiesta sia al comune che alla provincia) in base alla quale è stato compiuto un atto cosi grave e mortificante nei confronti di un territorio che fino al 05 Febbraio scorso era il polmone economico e commerciale dei due comuni in questione. Ce ne siamo tornati sconsolati perché a parte le solite chiacchiere, nulla di nuovo e di positivo è emerso dall’incontro.
Sembra che dopo aver reperito 50.000.00 euro, vogliano rinforzare i pilastri del ponte sul crati con blocchi di cemento e sabbia.

Viene spontaneo chiedersi: è possibile rinforzare i pilastri di un ponte chiuso perché pericolante, con sabbia che il fiume si porterebbe via immediatamente?
Comunque, qualsiasi intervento di questo tipo non giustifica la chiusura del ponte che poteva e doveva essere evitata.

Inoltre il monitoraggio che il signor sindaco di Bisignano aveva detto fosse altamente oneroso (200.000.00 euro) di colpo costerebbe poche migliaia di euro. Intanto loro sono riusciti nell’intento di fare annullare la manifestazione programmata, evitandosi una ulteriore figura meschina, mentre per noi cittadini che li manteniamo con le nostre tasse tutto è rimasto come prima.

L’unica certezza che resta dopo questa desolante vicenda, è che se tutto va bene siamo rovinati.