Animali trovati morti al parco faunistico di Bisignano

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La storia triste del Parco faunistico Misasia di contrada Campovile, continua a avere risvolti. La vicenda è legata ad un presunto atto di violenza coniugale. Il marito, responsabile degli animali e titolare di “Casa Misasi” viene arrestato a fine settembre perchè denunciato dalla moglie, responsabile del  Parco, per maltrattamenti e percosse. La signora, con apposito certificato medico in seguito fa sapere di essere ammalata e di non potersi occupare più degli oltre sessanta animali che il parco ospita. Da qui inizia un balzello di competenze istituzionali che restano ancora tutte da chiarire. Nel frattempo, gli animali vengono accuditi alla meno peggio: sopralluogo dei carabinieri, polizia municipale e veterinari dell’Asp, informative che arrivano sui tavoli del magistrato.

A tal proposito  un voluminoso incartamento è stato già presentato alla Procura dei carabinieri del luogo che restano in attesa delle determinazioni dei magistrati. Nel frattempo, anche i carabinieri, che periodicamente si recano nel parco, danno da mangiare a quegli animali che, fino a qualche tempo addietro vivevano in mezzo ai bambini delle scuole. Per quello che è dato sapere, la signora responsabile del parco, dovrebbe terminare la malattia fra oggi e domani. La cosa più grave, però, è che alcuni animali iniziano a morire. Non si sa se di fame o di stenti; certo non di malattia per come certificato dai veterinari dell’Asp. Nell’ordinanza firmata dal sindaco Umile Bisignano che ne ha ordinato l’interramento ai responsabili del Parco si legge che è “avvenuto il decesso di un gatto persiano, di un cincillà, di uno smergo cuculato e di un cane di razza danese di mantello ariecchino”. Intanto la “disputa” fra Asp e comune continua sulle competenze.

Rino Giovinco
su: Gazzetta del Sud