Ancora polemiche per le “dimissioni” di Sant’Umile

santumile-222x300 Ancora polemiche per le "dimissioni" di Sant'Umile

Non si placano le polemiche in città, dopo le “dimissioni” di Sant’Umile. Neanche l’anno nuovo ha buttato via vecchie ruggini e malumori nella cittadina cratense, con il gesto del pubblicitario Giovanni Vuono che ha risvegliato l’opinione pubblica, piaccia o non piaccia la modalità effettuata. In piazza e soprattutto sui social network sono molteplici i commenti dei cittadini, divisi nell’appoggiare l’iniziativa di Vuono, o di condannare quest’ultimo per essersi appropriato, in maniera indebita, del nome dell’umile fraticello. Di certo, il gesto non è stato apprezzato dalle istituzioni ecclesiastiche e pare siano state intraprese azioni legali contro il pubblicitario, che da anni lavora in Emilia Romagna. Anche nelle recenti omelie, svolte presso il convento di Sant’Umile, i frati hanno dichiarato il loro fermo rifiuto nei confronti del manifesto, che ha imbarazzato, e non poco, la storica comunità francescana.

La classe politica è rimasta sul guado, attendendo l’evolversi della situazione, memore anche di un consiglio comunale svolto sul tema del santuario e concluso senza nessuna certezza per il prossimo futuro. In questi giorni, però, è stato il sindaco Umile Bisignano, raggiunto dall’agenzia nazionale AdnKronos, a esprimere il suo pensiero:«Non si può pensare al marketing con un santo verso cui c’e’ grande venerazione. Questa iniziativa non ha sortito gli effetti che l’autore desiderava. Tutti i cittadini sono contrari e non l’hanno gradita, e anche la Chiesa da quanto mi hanno riferito».

Il sindaco non ha avuto parole di stima nei confronti di Vuono e ha poi continuato:«Il Ministero dei beni culturali e la regione Calabria ci hanno rassicurato di un finanziamento  di 1,1 milioni di euro per ristrutturare la chiesa, dove ci sono affreschi bellissimi, e mettere in sicurezza l’area. Il Comune per anni non aveva rispettato il patto di stabilità a causa della situazione finanziaria del passato, quindi non abbiamo potuto contrarre mutui per aiutare il convento. Invece quest’anno siamo riusciti a rientrare nei vincoli e potremo darci da fare».

Massimo Maneggio
su: Calabriaora

1 commento

  1. Ho tanti fratelli che non riesco a contarli e una sorella bellissima che si chiama libertà di manifestare le proprie idee, soprattutto quando esiste un sistema “organizzato”, il quale attiva ogni meccanismo bieco al fine di reprimerle sul nascere. “La storia siamo noi nessuno si senta escluso”. A coloro i quali tentano di ristabilire i bavagli, clero compreso, l’invito a una serena riflessione. La libertà è qualcosa per la quale si è disposti anche a vivere.

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