Abuso di potere e violazione privacy: Nicoletti denuncia il sindaco Lo Giudice

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Abuso di potere, abuso di ufficio, inquinamento di prove e violazione della privacy: sarebbero questi i reati contestati dall’ex assessore comunale Lucantonio Nicoletti che ha sporto querela contro il sindaco di Bisignano, Francesco Lo Giudice.

Non si placano i contrasti tra i membri interni della maggioranza dopo la vicenda delle revoche agli assessori Nicoletti e Amodio. Questa volta la vicenda finisce all’attenzione dei Carabinieri della stazione di Bisignano, che sono già intervenuti alla sede comunale per effettuare i primi accertamenti, avvisati dall’assessore Lucantonio Nicoletti in quanto veniva sostituita la serratura del suo ufficio in municipio. Solo successivamente all’intervento dei Carabinieri, Nicoletti si accorge che nel suo ufficio sono venuti a mancare dei documenti inerenti le norme procedurali per la nomina di un dirigente sulla base dell’applicazione dell’art. 110 del T.U.E.L.

“Si tratta di un’azione di sabotaggio e di inquinamento delle prove orchestrata dal Sindaco” – ritiene Lucantonio Nicoletti, in quanto lo stesso ha fortemente contestato tale nomina, nonostante faceva parte della stessa maggioranza, ritenendo opportuno destinare tali risorse alla stabilizzazione di alcuni lavoratori LSU-LPU, già in servizio al Comune di Bisignano. “Perciò il sindaco dopo la mia conferenza stampa, avrebbe pensato di sottrarmi i documenti nel tentativo di occultare chissà cosa” – afferma Nicoletti.

Dopo aver trovato il contenuto dei cassetti della scrivania in disordine, l’ex assessore si è accorto anche che dal suo ufficio mancava il suo computer portatile, contenenti numerosi file e documenti inerenti a sua incarica di assessore ai lavori pubblici.

Come constatato dai Carabinieri della locale stazione, la serratura dell’Ufficio di Nicoletti è stata sostituita dagli addetti alla manutenzione, su ordine di un’impiegato della segreteria comunale che a sua volta avrebbe adempiuto ad un ordine del Sindaco. A tal proposito, il dipendente comunale, avrebbe mostrato il messaggio Whatsapp ricevuto dal sindaco Lo Giudice che disponeva la sostituzione delle serrature degli ufficio di Lucantonio Nicoletti e di Gina Amodio. “Nessuno mi ha avvisato di tale azione” – contesta Nicoletti – “e anzi, avevo già preso contatto con il Segretario Comunale, riferendo che avrei quanto prima liberato l’ufficio da tutto gli effetti personali in esso contenuti”.

“Come mai non hanno aspettato la settimana di tempo che chiedevo per liberare il mio ufficio, prima di cambiare la serratura?” – si chiede Nicoletti – ” E come mai il sindaco ha negato di aver mandato il messaggio via Whatsapp, già visionato dagli inquirenti, al dipendente comunale in cui impartiva l’ordine di cambiare serratura del mio ufficio?”.

Il consigliere Nicoletti comunica inoltre di aver ricevuto una PEC dal sindaco, in cui viene avvisato della sostituzione della serratura del suo ufficio a causa dei recenti atti criminosi avvenuto presso l’ente. “Una missiva arrivata a mezzo pec solo alle ore 13.39 del 06/05/2019 e originata dopo aver commesso una serie di reati di carattere penale, addirittura riscontrati alle ore 10.30 precedenti e dopo aver chiesto l’intervento dell’Arma dei Carabinieri”.

Perciò Nicoletti, con denuncia ai Carabinieri, chiede che si proceda penalmente nei confronti del Sindaco Francesco Lo Giudice e di eventuali suoi correi, riservandosi il diritto di costituzione di parte civile.