A breve ci sarà a Bisignano la sede di assistenza per LSU-LPU

Potrebbe partire dalla cittadina cratense un punto di svolta per i tanti Lavoratori Socialmente Utili sparsi sul territorio. Il bisignanese Giuseppe La Riccia è stato designato a rappresentare la Rdb, dalla Federazione Regionale della Calabria. Nel pubblico impiego, le rappresentanze sindacali di base sono firmatarie di quasi tutti i contratti nazionali di lavoro ed hanno recentemente eletto oltre 2500 delegati RSU nelle proprie liste…

La Rdb è attiva sul problema da tempo e nel 2006 ha suggerito, inoltre, la seguente proposta di legge per la << Stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, delle lavoratrici e dei lavoratori con contratto di lavoro atipico, assegni di ricerca o similari, LSU e dipendenti delle ditte e cooperative appaltatrici dei servizi pubblici, operanti nelle pubbliche amministrazioni>>. Si necessita uno studio appropriato per ogni singola posizione del Lsu e a questo scopo, come punto di riferimento a Bisignano sarà a breve operativa una sede, presso la quale saranno gestite le adesioni dei lavoratori interessati. Nella cittadina cratense si contano 37 Lsu e 9 Lpu, che svolgono uno straordinario lavoro, e sono diventati ormai indispensabili nell’economia dei piccoli e grandi lavori di manutenzione sul territorio. I lavori socialmente utili sono nati come una politica attiva del lavoro, basati sulla partecipazione ad iniziative di pubblica utilità limitate nel tempo per soggetti particolarmente svantaggiati. Inizialmente, gli utilizzatori del servizio erano i lavoratori espulsi dalle medie e grandi imprese, in cassa integrazione straordinaria e in mobilità giunti al termine della durata massima dei sussidi (Lsu) e in seguito, vi hanno preso parte anche giovani disoccupati di lunga durata (Lpu), con percentuali pari rispettivamente al 85% e al 15%. Dalla folta schiera iniziale degli anni 1995 ad oggi sono fuoriusciti dal bacino Lsu comunale un numero molto esiguo di lavoratori, registrati prevalentemente per prepensionamento e da qui l’asserzione più adatta allo scopo, afferma La Riccia, è che gli Lsu/Lpu possono classificarsi come “lavoratori mai nati”. Pertanto si può affermare che i lavori socialmente utili, uno strumento nato per reinserire nel mondo del lavoro i soggetti svantaggiati, siano diventati una forma d’assistenza permanente, non più sostenibile.

Massimo Maneggio

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