197, un piccolo capolavoro della Compagnia della Pigna

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“197”: Pericle e il suo mondo
Presentato il cortometraggio della Compagnia della Pigna

Quando la realtà può essere troppo dura da reggere e fronteggiare, e allora ci si rifugia nella propria stanza fatta di colori, sogni e speranze; fin quando l’urlo di una madre isterica non riporta Pericle nel mondo reale.

Pericle, trentotto anni, vive infatti con questa madre che, già dal mattino, infonde in lui la giusta carica e il giusto entusiasmo per andare a lavoro. Questa è la sua storia, raccontata attraverso lo sguardo di Francesca Manna, regista del cortometraggio “197”; presentato al pubblico nel salone delle conferenze de Coni, a Cosenza, e prodotto dalla Compagnia della Pigna. L’intero corto infatti racconta la sua giornata che, come tante altre, si svolge tra un call center; indice di una amara realtà generazionale, la città, e la sua stanza. È qui che Pericle tiene custodito il suo scrigno di sogni, fatto di fumetti, cinema, cartoni animati e serie televisive. “197” è proprio il numero dal quale Pericle riceve continue telefonate per assistenza ma, come si vedrà, dall’altro capo non necessitano di semplice “assistenza”; nonostante sia Pericle stesso che, per primo, avrebbe forse bisogno di chiamare un “numero”. In questa contaminazione di linguaggi e citazionismo che potrebbero, in qualche modo, richiamare alcuni modus operandi tarantiniani si trova Pericle, giovane dipendente di un call center; con l’animo tuttavia di un bambino che si ostina a inseguire e proteggere il suo mondo fatato. Stormtrooper, galassie lontane lontane, anelli da portare a Mordor, forte presenza della serialità televisiva; questo è il mondo di Pericle. Tutto questo finché al mattino non si trova davanti un computer, un paio di cuffie, e uno spigoloso titolare in giacca e cravatta. In questa alternanza di realtà e mondo parallelo, il corto presenta in diversi punti una visione grottesca, caricaturale, e comica del mondo attorno a Pericle; quasi come fossero gli occhi di un bambino quelli della macchina da presa che lo segue. Pericle nasce da Eugenio Costantino, autore del soggetto; assieme anche a Vincenzo Mirabelli, il quale si è occupato della sceneggiatura. “Abbiamo quest’anno pensato di produrre un cortometraggio assieme alla mia compagnia teatrale, la ‘Compagnia della Pigna’; che ha lavorato in toto a questo progetto.” – commenta così Francesca Manna, regista del corto – “Fondamentalmente è nata l’esigenza di fare un corto su quello che è un po’ lo stile di vita dei giovani di oggigiorno, ovvero la possibilità di cercare un lavoro in condizioni veramente ridotte; soprattutto qua al sud. Spesso e volentieri si trovano costretti a lavorare in condizioni di precarietà assoluta, soprattutto nei call center; anzi, meno male che ci sono da una parte, altrimenti non ci sarebbe fonte di sostentamento. Raccontiamo la vita di questo giovane, Pericle, che lavora in un call center; ed è maltrattato dai suoi colleghi, dai suoi amici, e in generale dalla vita. È l’esasperazione di un giovane di oggigiorno che si trova a combattere per cercare di tirare avanti. Abbiamo cercato di raccontarlo attraverso una chiave ironica, sarcastica; ispirandoci molto a sitcom e telefilm, per cui ci saranno parecchi riferimenti. Il nostro primo obiettivo è aiutare lo spettatore a porsi delle domande, capire cosa c’è che non va nella realtà; cercare di scuotere un po’ le coscienze non tanto dei giovani, ma di chi dovrebbe dare opportunità ai giovani, soprattutto nel mondo artistico”. Un numero allora, “197”, e si troverà Pericle; ma Pericle, dato il suo perenne senso di inadeguatezza al mondo di oggi, quale numero dovrà digitare per sentirsi un po’ meno solo?
Francesco Sarri