Svolti i festeggiamenti per l’unità d’Italia

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Dai tanti servizi televisivi nel documentare l’Unità d’Italia di ieri, si è passato nella cittadina di sant’Umile con i festeggiamenti e le dichiarazioni all’unisono di fratellanza e di appartenenza ad un’unica nazione. La banda musicale ha intonato l’inno di Mameli, suscitando grande emozione fra la gente che ha poi affollato la sala consiliare, dove si è tenuto un convegno che è diventato sempre più interessante man mano che gli interventi maturavano. Nel pomeriggio il giro della città delle autorità e degli Sbandieratori del Palio, che hanno per l’occasione fatto sfoggio di una nuova coreografia dopo i fasti di questi giorni conseguiti a Cosenza. Dicevamo del convegno che ha suscitato partecipazione, che ha testimoniato ancora una volta l’appartenenza ad una storia che ci appartiene e che ci deve unire. Si è parlato di Unità d’Italia, come eravamo e come saremo, ciò ha dato vita e stimolato un dibattito molto chiaro, dove sono stati sviscerati ogni punto di vista ad iniziare da chi ha voluto ribadire l’unità, ma anche chi porta in considerazione altre scelte con aliti di secessione. Ad aprire il dibattito il sindaco Umile Bisognano, seguito dal vicesindaco Damiano Grispo, poi il presidente del consiglio Sara Castrovillari e il consigliere Francesco Fucile. A questi interventi istituzionali politici, sono seguiti quelli molto accorati di alcuni docenti, che hanno tratteggiato gli aspetti storici dell’unità, stimolando impegno e fatto superare sacrifici anche a costo della propria vita per un ideale in cui si credeva ciecamente. Una bella cornice ed una pagina scritta che fa onore alla città, al termine di ogni intervento quel “viva l’Italia”, che alla pari dell’inno trasmetteva amore per il tricolore e unione più che mai integrata a tutti livelli. Ma a risvegliare le coscienze ed in qualche modo il patire del lungo parlare, la Dirigente Scolastica del Circolo di Sant’Umile, Loredana Giannicola, che fa riflettere sulla secessione ventilata dalla Lega, ricordando i martiri che hanno unito lo stivale e il danno che ne riceverebbe la stessa Italia, quindi, appare un Sud più che mai capace che ha dato tanto e che non deve piangersi addosso, ma scegliere di rimboccarsi le maniche per misurarsi alla pari, come sostiene l’altra dirigente delle “G. Pucciano” Raffaella De Luca. Se non sono mancate le sottolineature per la Lega, partito di governo, sempre più apertamente dichiarato contro l’unità, tutti gli aspetti storici sono stati affrontati da due docenti universitari: Katia Massara  e  Carlo Carbone del Dipartimento di Storia dell’Unical, con il secondo che rimarca l’aspetto della secessione, ma confida nelle capacità del Mezzogiorno, mettendo sulla stessa bilancia l’organizzazione malavitosa che è sempre più presente e radicata al nord come al sud. Appunti con riferimenti storici locali anche da parte del docente di Storia e Filosofia, Rosalbino Turco, in rappresentanza dell’Istituto “Enzo Siciliano”. Non si è fatto retorica nel parlare a tanti studenti che sventolano il tricolore, con la giornata che si conclude al museo del Palio per consultare l’elenco dei nati e degli sposi in Bisignano nell’anno 1861 tra cui anche un brigante originario del rione Piazza. Al tavolo di presidenza, anche padre Antonio Martella dei frati Minori, presenti le autorità militari con il comandante dei Carabinieri Giuseppe Motta.
 

Ermanno Arcuri
su: Nuovasibaritide