In Migliaia contro la chiusura dell’ospedale di Acri

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Scendono in migliaia in piazza per protestare contro il decreto che vuole la chiusura dell’ospedale “Beato Angelo”, che dopo il ridimensionamento di ginecologia si avvia a diventare solo un presidio ospedaliero di pronto soccorso. Per far quadrare i conti sulla sanità, il presidente regionale, Peppe Scopelliti, ha deciso di far chiudere questi importanti riferimenti in cui si può trovare degenza di buon livello, per essere tutti accorpati a quello che è l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. In piazza, quindi, non solo dipendenti del nosocomio acrese, ma tantissima gente che ha manifestato pacificamente mercoledì 30, affollando le varie piazze e percorrendo le strade cittadine con un lungo corteo. Non sono mancate le infettive contro una classe dirigente amministrativa che sta dilapidando servizi acquisiti nel tempo e uno di questi è proprio l’ospedale fiore all’occhiello della città e risorsa economica anche per le attività commerciali. Ad organizzare la protesta sono stati i giovani, veri protagonisti che hanno formato un comitato libero dove ognuno può aderire.

Gli slogan hanno messo in risalto la scellerata idea di ridimensionare l’ospedale civile, mentre tra la gente serpeggiava la notizia, tutta da verificare se fondata, che pare stia per nascere sul territorio comunale una clinica privata. Questa ed altre notizie che rappresentanti di comuni con lo stesso problema, come San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, hanno infiammato la folla con particolari che fanno ben capire le scelte regionali quali disagi ulteriori possano causare a pazienti che avranno bisogno di strutture in cui si concentreranno e che risulteranno al collasso nei prossimi mesi. A simbolo una capra con la fascia tricolore, per testimoniare che è meglio questo animale che amministratori che non riescono a difendere quei servizi che risultano vitali per Acri, pur non riuscendo ad acquisire altri privilegi.

La folla ha cercato il sindaco che pare fosse a Bruxelles, una delegazione è entrata in comune ed ha parlato con l’assessore al ramo De Vincentis, per avere rassicurazioni, ma lo stesso ha informato che pur essendo solidali con la gente l’amministrazione sta seguendo una linea diversa di contrattazione con il governatore Scopelliti e che si spera venga scongiurata la chiusura dell’ospedale. Non convinti di tutto questo si è chiesto di telefonare al presidente Scopelliti, che in campagna voti è venuto ad Acri e che ora se ne sta in Regione senza tener conto dei disagi che sta procurando un decreto attuativo che nei prossimi giorni farà sentire tutta la sua gravità per la salute pubblica. Per bilanciare la voce passiva della sanità calabrese, che in questi anni è stata oggetto di scellerati interventi, oggi più che mai i problemi si acuiscono e innalzano la tensione fra la popolazione sempre più stanca di certi nomi che gestiscono il potere politico locale da anni e che si tramanda in parentela. La forte partecipazione ha visto la chiusura per l’intera mattinata di tutti gli esercizi commerciali ad ogni livello, hanno funzionato solo i servizi pubblici, con la gente a manifestare con striscioni ed infettive verso quei politici rei di svendere la stessa Calabria.

Si sono alternati liberi cittadini a dire come la pensano sulla questione e i giovani hanno rigettato al mittente che sono strumentalizzati da sindacati che gravitano nell’area della sinistra. Una presa di posizione che andrà avanti senza abbassare la guardia e partiranno per giorno 2 dicembre rappresentanti di cittadini, che assieme ad altri dei paesi interessati allo stesso decreto, andranno a protestare davanti la struttura regionale, dove si chiederà un incontro con Scopelliti per far sentire le proprie ragioni.

Ermanno Arcuri
su: Nuovasibaritide

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