Il rione San Pietro, a Bisignano, in festa

festa_san_pietro-300x225 Il rione San Pietro, a Bisignano, in festa

L’entusiasmo cresce i preparativi si infittiscono i risultati sono più che brillanti. Nella storica piazzetta antistante la casa natia di sant’Umile nel rione San Pietro, si è consumata una serata all’insegna della socievolezza, del ricorso storico, della fratellanza. Un merito su tutti va dato non solo a quanti del rione si sono prodigati ad organizzare ogni cosa nel giusto modo, ma anche alle famiglie che hanno prodotto dolci in quantità di ogni tipo, che hanno addolcito quanti hanno voluto trascorrere una serata veramente diversa accompagnata da musica tradizionale. Ma se la tarantella e quindi il suono dell’organetto ha riscaldato gli animi per far ballare la gente, si è visto con quanta partecipazione le persone cercano di stare assieme per condividere un momento di rara bellezza non solo scenica ma interiore, perché la gente ricomincia a sorridere e questo è un segnale che ha prodotto l’appartenenza al quartiere grazie al Palio, che da ventuno anni domina la scena delle manifestazioni locali.

Ma per vestire e dipingere un evento indelebile, c’è stato bisogno del parroco don Maurizio Spadafora, il quale con la sua sagacia e responsabilità, con la sua determinazione ad aprire tutte le chiese al culto, ha voluto anche in questa occasione solennizzare l’appuntamento conferendo al cavaliere Antonio Belsito, vincitore dell’ultimo palio, l’onorificenza di cavaliere consegnando la spada con una cerimonia che ha coinvolto ed emozionato tutti. Il corteo a lume di candela ha attraversato i vicoli del rione e si è portato al centro della piazzetta, poi il rito cavalleresco ed infine il drappo di quest’anno è stato portato da Belsito tra la gente del quartiere. Segnali significativi, che fanno comprendere come basta poco per incentivare altri rioni ad attrezzarsi per far risorgere quel comune senso di appartenenza ad una tradizione che accomuna tutti. Don Maurizio, ha il merito di aver suscitato negli scettici che si può organizzare un momento di grande partecipazione con il predicare l’umiltà di sant’Umile e trovare ogni mezzo per innescare tra la gente l’entusiasmo. Dopo la cerimonia la sagra dei dolci ha gratificato gli organizzatori, mentre dalle parole del presidente del Palio Clara Maiuri il richiamo alla responsabilità per riconsegnare il drappo vinto dal rione San Pietro nel 2005.

Alla fine tanto cocomero per tutti, ma ciò che resterà impresso nella mente è che la gente ha bisogno di trovare stimoli che ne accomuni la volontà a partecipare non solo come spettatori, ma essere protagonista di un periodo che i figuranti fanno ritornare di moda, come l’armatura indossata da Walter Iaquinta, con tanti bambini che hanno posato per una foto ricordo. Questi sono segnali di risveglio collettivo che non vanno spenti, anzi c’è bisogno di alimentarne ogni più fievole fiammella.

Ermanno Arcuri
su: Dirittodicronaca

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