“Il muro della vergogna” realizzato in occasione della mostra di pittura “La Santità ai giorni nostri: Sant’Umile da Bisignano”

ilmurodellavergogna “Il muro della vergogna” realizzato in occasione della mostra di pittura “La Santità ai giorni nostri: Sant’Umile da Bisignano”

Con tale lavoro ho voluto lanciare un grido di protesta contro l’attuale denigrazione nei confronti della mia città e di Sant’Umile da Bisignano, mettendo a confronto due modi diversi di vivere la Santità: quella degli anni ’60-’70 del Novecento, che ho dipinto nell’espressione gioconda di Padre Pio Spadafora, zelante Guardiano del Convento della Riforma di Bisignano e illuminato precursore che ha iniziato a tracciare concretamente il sentiero di fede e di carità che ha portato alla Canonizzazione di frate Umile nel maggio del 2002, e la “santità” di oggi (rappresentata anche attraverso un collage) capace di esprimere, in tutta la sua drammaticità, la vergognosa chiusura del Convento-Santuario e l’immiserimento civile-religioso che sta caratterizzando questo particolare momento storico.

Il muro della vergogna, in un surrealismo da far paura, denuncia tutto ciò che è avvenuto in questo periodo. Il cavallo nero, bardato con fascia di comando, sfoggia tutta la sua vanità per autocelebrarsi; complice un caprone sciolto dal cordone che, invece, lo dovrebbe “legare” per farlo riflettere e indurlo alla penitenza. Sia il cavallo che il caprone, accomunati da un atto di superbia, respingono e scacciano, il primo con gesto rampante ed arrogante, il secondo con un bastone, il santo dell’Umiltà. Ciò nonostante il bene prevale sul male e, per volere Divino, il poverello di Bisignano viene accolto da un angelo per condurlo nella Gloria dei Santi. Tutta questa scena è impiantata in un contesto infuocato e indemoniato, rafforzato dai pettegolezzi di due oche che si armano anch’esse di forte schiamazzo e di un agnello “fariseo”, quindi tutt’altro che buon fedele, che preoccupato di perdere la sua oasi di verde, non solo è incurante di ciò che gli succede intorno, ma, addirittura, volge lo sguardo dall’altra parte.

Rosario Turco

Dm Web di De Marco Fabrizio

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