I 100 anni di nonna Concetta

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Non solo un quartiere in festa ma una città intera per festeggiare i 100 anni di Filomena Formosa. Tanta gente e moltissimi parenti venuti anche da lontano per dare gli auguri a nonna Concetta, come da sempre è conosciuta la donnina che lo scorso sette febbraio ha festeggiato il suo primo secolo di vita. Le donne sono più longeve si sa, ma centra molto anche la qualità della vita che ha determinato un innalzamento dell’età prima di separarsi da questo mondo. L’esempio sono, appunto, le donne di un tempo nate nel 1911, quelle che hanno vissuto il periodo della guerra da bambini, hanno dovuto superare la fame e poi affrontare il boom economico, infine la crisi che ci attanaglia ancora oggi. Ma di certo si sa che queste donne di ferro, come nonna Concetta, vivendo sempre in campagna a contatto con la natura, per loro non c’è mai stata distinzione tra i periodi elencati se non quello della giovinezza e della vecchia. Una terra generosa che da sempre ha alimentato con frutti genuini persone ormai considerate del passato, che nulla hanno a che vedere con la globalizzazione che, purtroppo, non genera sviluppo se non apparente, ed è meno sapere di cosa realmente ci cibiamo.

Nonna Concetta dimostra che fare la contadina, che nessuno vuole fare più, significa campare a lungo cibandosi anche di aria pura. Tutti in festa a spegnere la candelina dei 100 e tagliare la torta, mentre un fiume di vino, tanti dolci e gustosissimi prodotti tipici, hanno ristorato l’allegra compagnia delle persone che hanno invaso la casa di Salvatore Pirillo, genero della simpatica nonna, che ha dispensato sorrisi consapevole di festeggiare questo grande traguardo.

Eppure, nonna Concetta non si è limitata a lavorare la terra, ha messo al mondo anche sei figli ed ora annovera trenta nipoti, e nessuno è voluto mancare a un giorno speciale che lo è stato anche per tutta la comunità. Presente il sindaco, Umile Bisignano e del suo vice Damiano Grispo, che hanno omaggiato la signora di una medaglia d’oro con inciso la data di nascita. Un momento molto simpatico il dialogo della nonnina con il sindaco, con l’arzilla signora che ha risposto a tono ad ogni domanda del primo cittadino, spiegando anche del perché dei due nomi, per poi assistere ad una messa officiata nel giardino di casa da don Gianni Montalto. La ritualità di chi si porta a contatto della nonna, nel domandare se era riconosciuto, con puntualità ne descrive l’appartenenza familiare, come è avvenuto anche con chi scrive, risalendo a mio padre conosciuto al tempo come “Gabriele umpirmieru”. Un gioco simpatico che si è rivelato significativo per toccare con mano la lucidità di nonna Concetta, accudita in modo esemplare dai familiari e mantenendo il contatto esterno per mezzo di una radio sintonizzata il più delle ore su Radio Maria e lei a ripetere il paternostro. Sono spaccati di vita quotidiana che dovranno restare indelebili nella mentalità dei giovani, che troppo frettolosamente dimenticano o non conoscono una realtà che come si legge sulla torta “un secolo di storia” sono le vere radici di questa comunità.
 
Ermanno Arcuri
su: Nuovasibaritide