“Giornate della Trasparenza” chieste dal Movimento Agende Rosse

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Nei giorni scorsi, il Movimento delle Agende Rosse “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Bisignano ha scritto al sindaco Francesco Lo Giudice per chiedere l’istituzione delle “Giornate della Trasparenza“, indicate dal Ministero dell’Interno come “occasione per informare, sul Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza e sul Piano della Relazione della Performance, tutti i soggetti a vario titolo interessati e coinvolti”.

Le Giornate della Trasparenza “Rappresentano un momento di condivisione di best practice, di esperienze, del ‘clima’ lavorativo e del livello dell’organizzazione del lavoro, nonché dello stato di attuazione degli obblighi di pubblicazione. Negli eventi, organizzati per tematiche, vengono affrontati gli argomenti in modalità interattiva, vengono raccolti elementi sui risultati raggiunti, effettuate analisi delle potenzialità da sviluppare e delle opportunità per migliorare”.

Il Movimento delle Agende Rosse di Bisignano, impegnato nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso e operante ufficialmente sul territorio locale e regionale, vuole “essere d’aiuto pratico all’Amministrazione proponendo una possibile modalità di organizzazione, qualora, la stessa, decidesse di accogliere, nel PTPC, quale strumento dell’anticorruzione”.

Da qui la proposta: “Prevedendo quali Uffici maggiormente esposti, per loro stessa natura, quelli Tecnico, Finanziario e dei Servizi sociali, si propongono tre Giornate a tema, nelle quali relazioneranno e resteranno a disposizione delle domande e delle richieste dei cittadini intervenuti, il Sindaco, i Capi settore ed i rispettivi assessori, potendo coinvolgere anche Associazioni, Movimenti ed ospiti nelle vesti di testimoni o esperti. Oltre alle relazioni, verranno adibiti stand informativi, aperti gli sportelli del Comune e, soprattutto, presentati ai cittadini stakeholders gli atti pubblici di loro interesse, nonché rese note a tutti, in attuazione dell’accesso pubblico già espressamente previsto dall’art. 5 D. Lgs. 33/2013 e dal più esteso accesso civico generalizzato previsto dal D.Lgs. 97/2016, le attività della PA tramite documenti, informazioni o dati, senza rendere motivazioni a sostegno di tali richieste”.