Gambling in Calabria, tra spesa e lotta alla illegalità. Regione fanalino di coda

guardia_di_finanza Gambling in Calabria, tra spesa e lotta alla illegalità. Regione fanalino di coda

206 sale Bingo, 9.159 esercizi per i Concorsi pronostici (per esempio, Totocalcio), 33.881 per giochi numerici a totalizzatore (come, ad esempio,SuperEnalotto, Lotto ecc), 3.397 punti, tra negozi e corner, per il gioco ippico, 4.431 corner e 1.333 agenzie di scommesse sportive, 33.920 ricevitorie Lotto e 62.975 punti dove si vendono i Gratta e Vinci, 85.025 esercizi con le Newslot e 4.934 sale VLT: è questo il modo in cui è distribuito, dal punto di vista della vendita, il gioco d’azzardo in Italia.

A darci un idea chiara è ben precisa sono i dati riportati su Freeslotmachine riguardante l’anno 2016. La spesa totale reale, ossia la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, ha toccato i 19 miliardi di euro. La spesa media pro capite è stata di 339,40 euro. Cifre a dir poco imponenti.

186,74 euro: è questa la spesa media pro capite in Calabria. Un dato che vale l’ultimo posto in questa speciale classifica. Abissale il distacco dalla capolista Lombardia, dove sono stati toccati i 420,67 euro. In ballo ci sono circa 240 euro. Parlando invece di spesa totale reale, la posizione in graduatoria è ben diversa: 307 milioni di euro e posizionamento intorno a metà classifica. Insomma, la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, in terra calabrese è relativamente buona e positiva. Certo, nulla in confronto alla solita Lombardia (3,5 miliardi di euro), ma comunque meglio di regioni come la Basilicata, l’Umbria, il Trentino Alto Adige, Molise e la Valle d’Aosta. Qualcosa pian piano si muove. Il gambling trova comunque terreno abbastanza fertile.

Un problema importante quando si parla di gioco d’azzardo è quello dell’illegalità, come ha rimarcato nei mesi scorsi Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria. Raccolta abusiva di scommesse e manomissione di slot machine: sono questi i due principali fenomeno combattuti e contrastanti. Va sottolineato l’importante lavoro della Guardia di Finanza. In quest’ambito si inserisce la decisione, datata 18 luglio, del Tar della Regione Calabria. Quest’ultimo infatti ha stabilito che “La domanda cautelare non può trovare accoglimento in quanto, allo stato e ad un primo sommario esame, il ricorso non appare fondato tenuto conto che il quadro indiziario riferito alle frequentazioni di persone legate alla criminalità organizzata  osta al rilascio di licenze correlate al gioco d’azzardo”.Quindi la mancata concessione della licenza da gioco diventa uno strumento fondamentale per combattere l’illegalità e le infiltrazioni criminali.

Queste sono diventate quasi più semplici con la diffusione dell’online e del mobile. Perché tutto a portata a click è molto bello, ma anche molto rischioso. Un passo in più verso la sicurezza è un qualcosa di fondamentale. E anche la magistratura può e deve dare il suo contributo.