Fresco di stampe il romanzo di Mario Iaquinta, edito da Apollo Edizioni: “Amira”

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Fresco di stampe il romanzo di Mario Iaquinta, edito da Apollo Edizioni: “Amira”. Per inquadrare il romanzo bisogna conoscere l’autore, la sua storia recente e passata, trattandosi in parte di racconto autobiografico che intreccia “motivi personali e speranze politico-essenziali”. Amira, dunque, è il racconto di una parte vissuta di vita, in “quella vita” dove gli ideali e le speranze, per molti versi, vanno al di la di una realtà che, inesorabilmente ritorna: “in esso troviamo bisogni e desideri di un’intera generazione che ha creduto in un mondo diverso da costruire ed è stata sconfitta”. Ma è anche un romanzo storico che racconta gli anni del movimento studentesco, di quella “rivoluzione” soffocata da chi, nella visione dell’autore, rappresentava il “potere” che, naturalmente non era quello operaio. Mario Iaquinta ha vissuto parte di questi anni a Firenze da studente universitario. Chiarisce bene quel periodo, evidenziando lo spirito e l’ideologia dell’autore, Maurizio Alfano nella sua Postfazione: “Tutto nel racconto si mescola, cont(amina) ovvero si meticcia nell’unione di uomini e donne di Paesi diversi, con ideali identici riconoscendosi e accoppiandosi nella medesima lotta sempre più dura che partorisce il frutto prediletto della rivoluzione stessa: la battaglia, lo scontro, la disobbedienza, i pugni chiusi alzati al cielo”. Si, sono questi gli anni anche di una lotta interiore che lascia sempre il segno: l’amore prevale? Bhe chi può dirlo? E poi l’amore per chi, per che cosa? Sono i dubbi di allora che, per molti versi sono quelli di oggi e chissà se, riavvolgendo il nastro, l’autore non farebbe le stesse scelte. Amira è comunque rimasta nel cuore dell’autore tanto che è ancora capace di scuotere una coscienza non certo sopita, una mente che non vuol scordare, un cuore che continua a battere forte. Ma, si badi, non è un “desiderio represso”bensì solo quel dubbio che, certamente non rappresenta il contrario della verità in quanto ne è semplicemente la riaffermazione. Un romanzo bello ed interessante da leggere perché, nonostante potrebbe non essere condivisa l’ideologia, porta a metterti in discussione e, con ogni probabilità, a verificare anche il tuo “stato di libertà”. Non per niente, Amira è inserito nella collana l’Urlo nel silenzio. La Collana, scrive l’editore Antonietta Meringola, “racchiude al suo interno tutte le opere che trattano temi di attualità. E per “noi” attualità è sinonimo di libertà. Questa collana è dedicata a tutti coloro che sono alla ricerca di un luogo indefinito, senza confini, dove approdare”. Pedagogista e saggista, il poeta collabora con numerose riviste di letteratura. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Graben, Sensi dissensi, Anti-cronache per il nuovo millennio, Vipasyana e altre poesie. E’ anche autore di un importante saggio sociologico dal titolo: Mezzogiorno, emigrazione di massa e sottosviluppo. Amira è il suo primo romanzo.
Rino Giovinco