E’ stato presentato il libro “U Visignanisu”

uvisignanisu E' stato presentato il libro "U Visignanisu"

E’ stato presentato un libro molto interessante, che resterà sicuramente nella storia di questa città e che ne rappresenterà un vocabolario da consultare in futuro per capire le forme dialettali che anno dopo anno stanno divenendo desuete. A realizzare questo volume è un medico, un ricercatore, Ernesto Littera, che stabilmente espleta la sua attività a Bologna, ma che periodicamente ritorna nella sua città che lo ha visto da piccolo giocare nella piazza del viale Roma e poi giovane frequentare le scuole che lo hanno indirizzato nella professione medica.

Ma la passione di quelle parole in stretto bisignanese è rimasta divenendo un chiodo fisso e così il dott. Ernesto, stimato professionista, è riuscito a mettere assieme dalla “a” alla “z” un insieme di parole tra le più comuni, ma anche fantasiose e ormai sconosciute, per amore e per omaggio alla sua città. La prefazione del libro affidata al preside Luigi Aiello, che ha curato la presentazione in una sala gremita di gente. concittadini curiosi di ritrovare in alcuni termini dialettali una tradizione che è patrimonio di tutti e che non si vuole affatto abbandonare. In questa circostanza, quindi, il vernacolo non abdica, anzi ritorna di moda, con i giovani che hanno riscoperto cosa significa “abbaturu” (imbroglione) o “zuoppicari” (zoppicare), il primo e l’ultimo vocabolo di quello che possiamo definire “dizionario bisignanese”.  Alcune immagini nel volume,  rappresentano i riferimenti della storia bisignanese, come i vicoli raffigurati e dati, i maestri liutai o sant’Umile, che arricchiscono un libro che è divertente da leggere e soprattutto consultare. Dedicato dall’autore ai propri genitori, mastro Peppe e Marietta, anche loro personaggi della vita bisignanese per aver commerciato in pieno centro della città, in un periodo post guerra in cui la miseria e la povertà prevaleva e poi durante il boom economico.

Ernesto Littera, comunque, non si è risparmiato in questa pubblicazione, dedicando due poesie a sant’Umile che in dialetto e nella sua semplicità fotografa il pensiero degli stessi fedeli e devoti. “U Visignanisu – alla mia terra, per la mia gente, affinché non si perda il passato, guai se si perdono le proprie radici, importante ricordare e tramandare”, questo è ciò che si legge sfogliando le pagine e nella nota introduttiva il preside Aiello precisa: “Al Bisignanese, che vive fuori sede, col passare del tempo, tornano in mente, e rivivono, tutti i commenti della sua fanciullezza e della sua gioventù ed egli quasi si convince che tutto quel tempo non sia mai trascorso…”. Alcuni termini curiosi che hanno destato più interesse di altri nella lettura del volume, c’è senz’altro “bobba” dal significato di grande quantità di cibo, pesce dagli occhi grandi oppure “ncanna” gola e da qui “ncannari” ingannare.

Ermanno Arcuri

Dm Web di De Marco Fabrizio

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