Dieci fenomeni “ignoranti” da Mai Dire Gol

C’è un motivo per cui nella nostra generazione trova spazio fertile “l’ignoranza” nel mondo del calcio, e quel motivo è Mai Dire Gol. Il programma della Gialappa’s Band è stato profetico contenitore di “palloncini di cazzate”, forgiando e temprando l’anima di quelli che all’epoca erano giovani spettatori dandogli un lato di questo sport fatto di puro divertimento: semplicità, ignoranza, goliardia mischiate assieme. Il risultato è stato la nascita di un genere che oggi su Facebook dilaga, ma che come idea geniale ha avuto i suoi precursori; personaggi diventati pietre miliari dell’ignoranza che la Gialappa’s ha consegnato alla gloria eterna. Fenomeni che oggi vogliamo far rivivere in questa carrellata di dieci personaggi o situazioni che hanno segnato indelebilmente la nostra vita. Non ci credete? Riguardatele e poi ditemi che non è vero, se ci riuscite…

Giovanni Trapattoni
Partiamo con un grande classico, un piatto in cui la Gialappa’s ha potuto attingere a più riprese: il Trap. Se da una parte è vero che stiamo parlando di uno degli allenatori italiani più vincenti di sempre, dall’altra è indiscutibile il fatto che la dialettica del Trap è sempre stata carente, indipendentemente dalla lingua con cui si esprimeva. D’altronde, i cultori di più giovane età hanno potuto verificarlo nelle telecronache della Nazionale, che sembrano aver estratto l’audio da un film porno. Ma noi qui ve lo vogliamo regalare al naturale, ai tempi d’oro, in una dichiarazione spiazzante rilasciata a Monica Vanali. Se la capite fatemelo sapere.

Alan Tonetti
Siete giovani, promettenti. Avete fatto la gavetta mangiando polvere per anni, scrivendo e barcamenando per avere la vostra onesta possibilità. E poi, un giorno, arriva: vi mettete in giacca e cravatta, andate a spendere svariati euro per farvi leccare i capelli dal parrucchiere, forse vi comprate pure la montatura nuova per gli occhiali. Emozionati e tremanti, si accendono le luci e siete in televisione. Bello, vero? Sbagliato, molto sbagliato se siete Alan Tonetti. Una promessa del giornalismo sbocciata e appassita nel tempo di Udinese-Panathinaikos di Champions League. Iaquinta fa tripletta al debutto in Champions, ma Tonetti, chiamato a seguire la partita per una delle tante malfamate tv locali, cicca clamorosamente e si perde tutti i gol.

Marco Betello
Nessuno di noi, quando è costretto ad alzarsi presto la mattina, è capace di articolare un pensiero minimamente comprensibile, figuriamoci dover condurre il telegiornale. È un lavoro sporco, ma qualcuno deve pure farlo, e questo incarico impossibile è stato buttato sulle spalle del povero Marco Betello. Evidentemente qualcuno in redazione non lo poteva sopportare e aveva deciso di vendicarsi in modo sadico, mettendo il povero Betello a raccattare strafalcioni e figuracce manco fossero in offerta all’Eurospin.

Giovanni Di Stefano
Qui si parla di Molise, e poiché io credo fermamente nella non-esistenza del Molise, mi sono rifiutato di scrivere queste righe. Qualche anima pia che vuole rimanere anonima ha deciso di sacrificarsi per farmi mantenere la mia onestà intellettuale e quindi lascio a lui la parola: In Francia lo avrebbero definito “L’homme que te resemble”, in Spagna “L’hombre del partido”. Per fortuna Giovanni De Stefano ha sangue molisano misto inglese, tipo come avere un comò dove conservare la Brunella Barbor e il cardigan pregiato. Entrò nella storia in punta di piedi, non per la sua celebre: «Anche Hitler e Satana hanno bisogno di un avvocato» ma per una verità sacrosanta come «se non c’era il calcio, non c’era il lavoro per l’arbitro». In un fioccare di ammonizioni, abbonamenti, predizioni di Petrella e Campobasso in Serie A (i molisani al massimo sono arrivati in Serie B, e ora navigano nei dilettanti), quest’uomo ha rappresentato l’emblema del presidente che compra una squadra per hobby, e l’hobby gli riesce pure male.

Maurizio Mosca
È vero: Mosca era fenomeno prima ancora della Gialappa’s, ma di materiale a Mai Dire Gol ne ha fornito a iosa. Nato professionalmente come giornalista serio e impostato dedicato soprattutto – almeno agli inizi – al pugilato, ha intrapreso una lenta deriva che lo ha condotto a elevate vette: dalla storia del “puttanone” (parole sue) nello spogliatoio dell’arbitro a quella del Viagra della durata di ben 9 ore. Qui lo vogliamo ricordare con la sua idea di giustizia, dove i processi si fanno per direttissima e la gente viene arrestata in quattro minuti.

Fabio Noaro
In televisione osanniamo i Caressa e i Piccinini, ma le telecronache si fanno anche nelle piccole realtà locali. In radio poi devi essere ancora più dettagliato e preciso; insomma, un lavoraccio. Lo è stato anche per Fabio Noaro, telecronista di RadioVicenza che seguiva la squadra “Lanerossi” raccontandone le gesta con espressioni così complicate che ci si perdeva in mezzo pure lui. Ci giunge notizia che ultimamente sia tornato agli antichi fasti commentando le partite del Vicenza su Te Video Adrano e che alcuni “tifosi” lo amano così tanto da dedicargli scritte sui muri tipo “Te copemo (Ti ammazziamo) Noaro mona”. Ma a noi piace ricordarlo così.

Francesco Marcozzi
Collega del sopracitato Noaro, solo che lui seguiva il Giulianova. Il trasporto col quale viveva la partita ti trasportava sul campo, anzi in curva con la tifoseria più spinta e l’ignoranza più profonda. È da anni che spero in una patch per PES che mi renda disponibile il suo commento unito a quello di Fabio Noaro al posto di Pierluigi Pardo e Luca Marchegiani. C’è da riconoscergli un merito, però: fu profetico nel definire il “Frosinone culone”: La Juventus ne sa qualcosa…

Campioni – Francesco Gullo
Campioni – Il sogno è stato un programma così innovativo che Ciccio Graziani diceva “se ci guardiamo indietro vediamo il futuro”. Parole forti, ma in parte giustificate: si trattava di una specie di reality show che coinvolgeva un’intera squadra, il Vodafone Cervia, squadra che all’epoca militava nella Serie D romagnola e allenata, per l’occasione, dal summenzionato Graziani. Era un’occasione ghiotta per tanti bomber senza apparenti meriti sportivi, così qualcuno arrivò a truccare il curriculum pur di entrare. Tale persona risponde al nome di Francesco Gullo, terzinaccio, che millantava 10 presenze in campionato e 1 in Champions League con il Basilea, dove avrebbe addirittura marcato Del Piero. I sonnecchiosi autori del programma se ne accorsero soltanto mesi dopo, ma quando De Zan lo smerdò in diretta tv non gli causarono un danno; inaspettatamente lo lanciarono nella leggenda. Oggi fa l’opinionista in alcune trasmissioni sportive di tv locali – quelle dove vedete anche Corno e Crudeli, per intenderci – e ha una sua scuola calcio.

http://www.dailymotion.com/video/xk2by0_il-sogno-di-gullo_shortfilms

Aldo Biscardi e il “compianto” Bruno Mocci
Come ci ha insegnato Maurizio Mosca, avere un programma tv che prevede le telefonate del pubblico può essere pericoloso. Ma il caro vecchio Aldo Biscardi non teme nulla: dopo tutto ha condotto il “processo” per decadi. Qui però sfioriamo l’impegno sociale: a telefonare è uno spettatore sardo membro del fan club “Bruno Mocci” – giocatore inesistente – che viene definito “indimenticato terzino morto per epilessia”. Biscardi, dall’alto della sua conoscenza enciclopedica, si azzarda ad abbozzare una linea difensiva: “Giocava al fianco di Martiradonna”, cioè uno che ha giocato nel Cagliari per dieci e passa anni; doveva essere un colpo sicuro, e invece…

http://www.dailymotion.com/video/xrpoii_biscardi-spernacchiato-in-diretta-mai-dire-99_shortfilms

Lite Sgarbi-Mosca-Squitieri
Ancora una volta Maurizio Mosca, ma stavolta non è da solo: in trio con Vittorio Sgarbi e Pasquale Squitieri ci regala quella che è stata definita dalla stessa Gialappa’s “una pagina storica della nostra televisione”. Ad accendere la miccia è proprio Squitieri; che, diciamolo francamente, quando hai davanti colossi del trash televisivo come Mosca e Sgarbi, è proprio l’uomo che non ti aspetti. La cosa degenera quando sempre Squitieri apostrofa Mosca, “anche simpaticamente”, come “leghista di merda”. Da lì in poi si scrive la storia.

 

 

 

Mario Iaquinta

Dm Web di De Marco Fabrizio

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