Dall’Unità d’Italia al Federalismo

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Organizzato dal PD locale e dal Circolo dell’Udc, il convegno, dimostratosi molto interessante, sul ruolo delle autonomie locali dall’unità d’Italia al federalismo. Hanno partecipato valenti relatori, dopo i saluti dei rispettivi segretari dei partiti locali Italo Fucile e Piero Lirangi. L’introduzione storica affidata al docente del Liceo Scientifico, Rosalbino Turco,  ha tracciato i contorni e poi ha affidato il percorso ad un suo alunno che ha spiegato lo studio affrontato anche a scuola per la festa dei 150 anni più decantata che organizzata coerentemente a livello nazionale. Il docente dell’Unical di Istituzione di Diritto Pubblico, Sandro Mazzitelli, ha spiegato la questione del federalismo visto dagli enti locali, che devono aumentare le imposte, perché si troveranno ad avere meno trasferimenti governativi che verranno dirottati al Nord, quindi un “federalismo senza fondamento”. Per la politica sono intervenuti: Franco Laratta, deputato Pd alla Camera, che non ha risparmiato critiche a tutto campo al governo centrale, affermando che sul sito non c’è una parola che riguarda la festa dell’Unità d’Italia, festeggiamenti svuotati sia da fondi che da contenuti. Secondo Laratta, quale federalismo si vuole intendere, senza alcuna prospettiva che penalizza fortemente il Sud e quindi la Calabria, con una maggioranza in cui sono troppo i parlamentari collusi con le mafie organizzate. Si va verso un federalismo che è già un controsenso con le regioni esistenti, dove non si affronta la vita sociale delle popolazioni, ma si guarda solo ad un fattore finanziario. Mario Maiolo, per la Commissione Affari dell’Unione Europea, Presidente Lega Autonomie Calabria, ha parlato di costi della politica, calcolando che quelli della Calabria equivale a quattro ispettori generali del governo, poca cosa. Dal ’93 sono finiti i partiti ideologici, oggi esistono solo quelli programmatici –secondo Maiolo – è solo la Lega che è riuscito ad essere ideologico e programmatico. Questo partito ha pensato di operare a livello nazionale con un parlamento condizionato centralmente e fare in modo che sul territorio le altre forze fossero meno presenti. Quindi, passa un federalismo fiscale, senza discutere di riforma dell’Iva o dell’Irpef, queste rimangono come sono e se l’impresa opera nel sud ed ha domicilio fiscale al nord promuove ricchezza a Milano e non a Cosenza. Anche per la sanità si individuano dei parametri ai quali attenersi, ma le strutture sono ben diverse e funzionali tra nord e sud, quindi, ancora una volta penalizzato è il Mezzogiorno, dove non esiste una vera politica governativa perché tutte le infrastrutture maggiori sono previste al Settentrione. Secondo Maiolo questo federalismo è l’ennesima truffa storica ai danni del Mezzogiorno e ci si chiede come si sono uniformati i deputati del sud per mero calcolo politico a danno del proprio territorio sostenendo un partito che opera solo in una parte d’Italia. Argomento che lo stesso Bruno Villella, coordinatore Provinciale Pd ha ampiamente sviscerato, ritenendo che ci vogliono più partiti nazionali che si identificano in tutto il territorio e plaude all’iniziativa condivisa di confronto ed incontro delle due sezioni di partito. Gianluca Gallo, consigliere regionale Udc e sindaco di Cassano, ha concretamente fatto presente l’esperienza personale, come il federalismo porterà a meno trasferimenti statali per i comuni e quindi già pensa ad una tassa di soggiorno nella sua città.
 

Ermanno Arcuri 
su: Nuovasibaritide