Consiglio comunale vivacissimo: 5 punti in 10 ore

CONSIGLIO COMUNALE VIVACISSIMO

 

BISIGNANO. L’ultima assise comunale con i punti all’o.d.g., molto scottanti, portati in consiglio dalla minoranza compatta è stato più che vivace. La pacatezza del primo momento ha lasciato spazio a quanti da una parte e dall’altra hanno voluto spiegare le proprie ragioni. Dall’opposizione unanime la richiesta di dimissioni dell’esecutivo che ha fallito, dalla maggioranza la granitica sicurezza che nonostante la sospensione del sindaco, Umile Bisignano, sono in grado di andare avanti perché la legge lo permette. E proprio sulla sospensione del primo cittadino avvenuta per una seconda condanna, ha iniziato a prendere corpo l’accesa dialettica fra le parti, lo stesso consigliere di minoranza, Sandro Tullio Vilardi, ha sottolineato come è anomalo andare avanti senza il timoniere interdetto dai pubblici uffici. Una situazione tutta bisignanese è il parere di Roberto Cairo, che in un battibecco con il sindaco f.f. Damiano Grispo, fa rilevare come anche a Roma il sindaco si è dimesso per molto meno. La sala consiliare gremita principalmente da lavoratori della Consuleco e da chi la dirige, interessati al secondo punto in questione e cioè l’affidamento dei depuratori pubblici alla Smeco, ditta del Lazio, che ne ha vinto il bando, togliendo di fatto la competenza proprio alla Consuleco che li gestisce da un ventennio compreso il depuratore privato. Rinfacciamenti per cambio di pensiero da entrambi le parti a secondo se si è in maggioranza o all’opposizione per sostenere o meno la Consuleco e quindi i posti di lavoro una cinquantina circa. Insomma un clima al fulmicotone, dove se l’assise rispecchiasse la vita sociale cittadina sarebbe una vera lacerazione. Così non è per il fatto che la comunità osserva in silenzio ciò che fanno i propri eletti, che si rinfacciano provvedimenti non idonei anche sulla differenziata, che in città subisce la mortificazione che invece di andare avanti va indietro, mentre in altri paesi si registra proprio il contrario. Non c’è nulla che converge, non ci sono proposte che convincono, il muro contro muro continua, oggi più che mai è squallido verificare le divisioni incolmabili che dominano la scena politica locale. Il servizio mensa, la sicurezza della città, sono altri punti di contrasto, che non pianificano alcuna collaborazione, soprattutto tra chi nei banchi consiliari è stato a volte alterne da una parte e dall’altra. Un atteggiamento che fa registrare incredibilmente la misura della pochezza di una visione globale della vita sociale impostata solo sui propri argomenti non condivisi e sulle proprie verità a scapito di altre. Si consuma non un consiglio comunale ma si scrive una pagina ancora negativa dopo interminate ore di discussioni impostate su una verità assoluta che nessuno ha per amore della “chiarezza”, come è stato ripetutamente detto.

                                                                                                                Ermanno Arcuri

Dm Web di De Marco Fabrizio

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