Cattiva manutenzione dell’illuminazione sulla collina del cimitero

1110

 Il cimitero della città sorge su uno dei sette colli che caratterizzano Bisignano, questo fatto l’annovera alla capitale anche se edificata ancor prima dei romani che successivamente la conquistarono dopo il trionfo ottenuto a Campovile contro l’esercito di Attila con cui si erano schierati i bisignanesi del tempo. Una storia antica che vanta la città, come la croce, che ricordiamo sin da piccoli, ma era presente ancor prima, questa illuminata sul colle che la rende visibile da molto lontano, quale testimone di un mondo con il quale tutti dobbiamo fare i conti un giorno o l’altro e che ne richiama l’attenzione anche di notte.

Dal mese di novembre 2010 non è più illuminata, e seppur ci vuole così poco a dare luce nuovamente alla croce, questo ancora non succede con molto dispiacere dei cittadini, che lamentano la cattiva manutenzione dell’illuminazione sulla collina del cimitero, dove è situata adiacente la Chiesa dei Cappuccini dedicata a Santa Maria degli Angeli, un tempo sede del convento dei cappuccini. Il consigliere, Pietro Esposito, appartenente al gruppo misto in consiglio comunale, fa notare che chi ha in delega la cura del cimitero dovrebbe occuparsi anche di questo. “Considerato – afferma il consigliere di minoranza Esposito – che la spesa per la illuminazione è così irrisoria,  chiedo al sindaco con intervento scritto di consentire il ripristino dell’illuminazione, riportando all’antico splendore e decoro il colle dei nostri amati defunti”.

 Questa segnalazione riporta in auge come altre zone del territorio attendono che vengano illuminati, alcuni di questi già con palificazione, pur sostenendo che in questi anni ci sono stati in questa direzione altri esempi di buon governo dando luce pubblica dove non c’era. Il consigliere Esposito, scrupoloso quanto attento cittadino che sta fra la gente, ascolta e osserva per riportare in consiglio o utilizzando altre forme per sollevare problemi da risolvere di poco conto, ma anche di gravità come potrebbe essere il museo che deve accogliere gli strumenti di liuteria e che resta inspiegabilmente inagibile dopo il completamento della struttura che li deve accogliere. 

Ermanno Arcuri
su: Nuovasibaritide