giovedì , 24 aprile 2014

Furto sacrilego a Bisignano, la solidarietà di Fucile al parroco

Francesco Fucile non è solo un politico locale che da molti anni sostiene alcune tesi di promozione comunale dissimili dalla maggioranza attuale, ma è anche studioso ed attento ricercatore bibliotecario per i libri da lui prodotti in qualità d’autore. “Parlo come studioso – afferma Francesco Fucile studioso e consigliere di minoranza – che si occupa da moltissimi anni del patrimonio storico ed artistico di Bisignano e come amministratore che si prodigò, con esiti positivi, al finanziamento per la ristrutturazione della chiesa di San Giuseppe da adibire a museo di arte sacra. Esprimo solidarietà e vicinanza a Don Maurizio Spadafora e tutto il popolo di Dio che vive nella nostra comunità, perché gli oggetti sacri rubati nella chiesa di S. Domenico, oltre avere un valore economico, hanno soprattutto un inestimabile valore storico-religioso. Si tratta, infatti, di oggetti che sono appartenuti ai vescovi della Diocesi di Bisignano, tra le più antiche istituite in Calabria, che ancora oggi venivano utilizzati nelle celebrazioni eucaristiche. Un gesto davvero ignobile e blasfemo – dichiara Francesco Fucile – che non deve essere inteso solo come un semplice furto, ma come un atto che colpisce al cuore un’intera comunità di credenti e laici, un ulteriore ferità alla tradizione storico-religiosa e culturale della nostra città.

Sul patrimonio storico-artistico e di fede di Bisignano sembra abbattersi una maledizione, a volte  fatta di incuria, a volta fatta di furti eccellenti. In passato oltre agli arredi sacri, sono stati rubati persino le ossa di Sant’Umile. Non vi è dubbio che coloro che riescono a compiere gesti simili non sono dei semplici ladri, ma persone senza scrupoli. Il mio personale rammarico è dovuto al fatto che ancora oggi non riesce a decollare la realizzazione del museo di arte sacra dove questi oggetti, insieme a tanti altri arredi sacri, avrebbero trovato posto. Il museo è sicuramente un luogo più sicuro per tutelare il patrimonio artistico. Tanti amministratori, negli ultimi dieci anni, hanno dato la loro disponibilità a realizzare il museo, ma nessuno si è impegnato  concretamente per la sua apertura, nonostante la la conclusione e la consegna dei lavori. A tutt’oggi non si registrano atti concreti per l’apertura della struttura.

Il progetto del museo di arte sacra fu finanziato dalla Regione Calabria nel 1996 e lo scopo di tale opera era proprio quello di recuperare e tutelare il patrimonio sacro. In qualità di assessore trovai, all’epoca, la disponibilità dell’Arcivescovo Mons. Dino Trabalzini e del parroco di S. Croce, Don Luigi Longobucco. L’ultimo furto deve far riflettere l’Amministrazione comunale e la Diocesi sulla necessità di una simile realizzazione prima che altre opere vengano trafugate o non valorizzate per come meritano”.

Ermanno Arcuri
su: Dirittodicronaca

     Questo articolo è stato scritto da: Ermanno Arcuri
  • gaspiruzzu

    illu ci mancava…

  • http://www.fapsparma.it/ Gli articoli religiosi sono un bene prezioso

    Buonasera, vorrei soffermarmi sul giudizio che si dà di solito dei collezionisti di arte sacra. Molti sostengono che i loro acquisti di merce rubata sia fatto in buona fede per una noncuranza. A mio avviso il collezionista che acquista a Porta Portese sa esattamente cosa sta acquistando, in primis perché chiede la provenienza per potersi fregiare del calice di quel posto o dell’ampolla di quell’altro luogo remoto.
    Non si può fare mai di tutta l’erba un fascio e sarei in torto se lo facessi io, ma questi fenomeni vanno assolutamente estirpati alla radice e le indagini, come dimostrato dalle forze dell’ordine, possono essere intensificate per risalire in breve tempo agli articoli religiosi: un bene del patrimonio storico-culturale della nostra terra.