Umile Bisignano si riconferma sindaco della città
7 mag, 2012 | Categoria: Notizie, Politica | Letto 1801 volte | Commenti: 5 |Scritto da: Redazione

Umile Bisignano, con la lista “Solidarietà e Partecipazione”, dopo la vittoria alle amministrative del 2007, si riconferma Sindaco della città di Bisignano. Ha conquistato il 41,05% delle preferenze con oltre 2700 voti. Dopo 6 anni di amministrazione (ricordiamo che Bisignano era stato eletto anche nel 2006, ma l’anno dopo si andò di nuovo alle urne), lo stesso sindaco governerà per altri 5 anni.
Le tre liste sfidanti hanno guadagnato rispettivamente il 41,05% (2.758 voti) Umile Bisignano con la lista “Solidarietà e Partecipazione”, il 31,85% (2.140 voti) Francesco Fucile con la lista “Bisignano al centro” e il 27,10% (1821 voti) Francesco Lo Giudice con “Alleanza Democratica”.
Alle 15 sono stati chiusi i seggi elettorali e sono cominciate le operazioni di spoglio. In totale si sono recati alle urne, il 68% degli elettori, un calo del 4% rispetto alla passata tornata elettorale.
Alle 20.50 è arrivata l’ufficialità dei dati da tutte le 11 sezioni della città.




7 maggio 2012 alle 23:05
Caro neo-sindaco,auguri di cuore per la riconferma a primo cittadino di questa città.La gente apprezza la tua spontaneità, l’aprirsi agli altri senza volere nulla in cambio,l’umiltà che ti ha sempre contraddistinto perché siamo arcistufi di titoli culturali presi senza merito, senza competenze e pagandoli.Ti auguro un sereno lavoro, ma stai tranquillo,sappi che la riconferma di un incarico è cosa più difficile della vittoria,eppure è più gratificante,la gente ti ha rivoluto al potere.Auguri.
8 maggio 2012 alle 07:20
Giustissimo, molto spontaneo, come dice “culachitemmuortu su ciutu” lui non appena giri le spalle non lo sa fare nessuno!!!!!!
8 maggio 2012 alle 08:53
cerchiamo di darci una mossa che di tempo ne e passato tanto
8 maggio 2012 alle 13:45
meglio un “culachitemmuortu su ciutu”, ca una pugnalata a morte………..
8 maggio 2012 alle 18:37
Ma giuga’, ricinilla a nua poviri cristi! Ma a ttia, u sinnacu tua, chi t’ha prumisu?