Lo stato di salute del Crati in un volume
lug 29th, 2010 | Di admin | Categoria: Notizie | Letto 116 volte | Commenti: 1 |
Lo salute del Crati non è delle migliori. quanto è emerso dalla presentazione degli studi condotti dall’Ente gestore operativo delle Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati (Amici della Terra Italia), nella conferenza di ieri mattina a Tarsia…
Lo studio, avvenuto attraverso il progetto Ibe e Iff, è durato un anno (mentre il lavoro complessivo si basa su un periodo di 10 anni), da cui è emerso un risultato importante che per la prima volta ha interessato l’intero percorso del Crati, dalla sorgente alla foce, per oltre 81 km.
«Questo studio -ha sottolineato il direttore del centro, Agostino Brusco- ha evidenziato una compromissione elevata, soprattutto in alcune aree a valle (aree industriali di Cosenza, Rende, Montalto Uffugo e Bisignano), ed è emersa una vulnerabilità della funzionalità fluviale, dove in alcuni tratti la fascia è inesistente a causa dell’agricoltura intensiva e degli insediamenti industriali».
«Il Crati -rassicura- ha però una capacità auto-depurativa dovuta al notevole apporto di acqua dei suoi affluenti come il Mucone, Coscile, ecc.».
Resta, comunque, una condizione di criticità soprattutto in alcuni punti su cui si dovrebbe fare una “indagine sinergica” con la collaborazione di diversi soggetti. «Si deve lavorare a un tavolo in cui si possa individuare e approfondire l’argomento -è emerso dal convegno- in maniera che quei pochi fondi invece di essere ripartiti per compartimenti stagni possono essere utilizzate per fare cose più concrete».
«A parte le due isole felici che sono la riserva del lago di Tarsia e quella della foce -continua Brusco-, in alcuni tratti questo stato di cose si ripercuote con un territorio lasciato all’incuria e spesso abbandonato. Un territorio in cui vige la cultura del fai da te, dove ognuno si sente autorizzato a fare di tutto e di più».
Circa il volume (“Ecologia & Funzionalità del Fiume Crati”), invece, si è fatto emergere quelle che sono le positività del fiume: «La pubblicazione -dice Brusco- è un omaggio a quello che è il più importante ecosistema acquatico della Calabria, dove c’è una ricca biodiversità sia animale che vegetale. E’ chiaro che c’è la necessità di un controllo e monitoraggio continuo ed interventi di riqualificazione. Ma tutto dipende dalle volontà politiche di mettere mano seriamente alla questione». Presenti all’evento esponenti Arpacal, Unical, Asp, Cfs e Arssa.
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La
chitarra battente è un particolare tipo di chitarra forgiata in stile antico.
Tipica della tradizione della Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, si
attesta nel centro e nel sud Italia fin dal XIV secolo, con forme sempre in
evoluzione rispetto al presunto modello storico della chitarra barocca di
indubbia origine colta. Oggi è denominata anche chitarra italiana in
contrapposizione alla chitarra “classica” detta chitarra francese. Un elemento
caratterizzante di questa antica chitarra è la forma simile ad un otto
allungato.
tutta storia buttata al macero in grazia di dio
di ansa in ansa sfilacciato e fiacco
a scorrere limaccioso via lento il crati
unghie d’acciaio solerti a piallargli il ventre
acqua di scolo ad arenarsi di rivo in rivolo
sul greto di fanghiglia e pietre levigate
misture veleni deiezioni viakal dash wc-net
apertis verbis l’eternit gli inerti le assonanze
ed io immemore a rimirar con occhi di vecchio
di declivio in declivio i termitai di nudi mattoni forati
le bicocche e le baite architettonicamente ardite
tra gli ulivi ricurvi e le vigne riarse asserragliate
cancelli antifurti gt casa alarm portoni blindati
qui non ci stanno che shopping center mini-super-iper-mercati
qui non ci sta che l’insipienza degli (il)letterati
da sponda a sponda lavacro lavatoio immondezzaio
a scorrere imbavagliato rancoroso e stracco
flusso catameniale di fertilità corrosa
a trascinarsi via l’historia magistra vita e la damnatio memoriae
i cartaginesi i romani i greci i bruzi i mori i normanni…
i vivi e i morti e tutto il sangue versato
lingue e dominazioni macerie e rovine altri vicoli altre piazze
i briganti i braccianti e le rosse bandiere
gli aratri e le messi la fame e l’abbondanza
la vostra incrollabile accondiscendenza e la vostra spocchia
ed io immemore a lasciarci orme con piedi d’ adulto
su questa sabbia eburnea di spiaggia lontana
qui non ci sta che l’umiltà dei santi
qui non ci sta che la santità dei governanti
dalla sorgente alla foce rigagnolo fiumiciattolo fiumara
a trascinarsi via le griffes le raccolte punti le suonerie le miss
il vaniloquio dei vincitori e vinti delle bagarres elettorali
l’ospitalità meridionale e il genius loci delle pro-loco
nella frenesia stanca di tutti i santi giorni
“cielu pani pani un chiova goj ca chiova dumani”
quattro salti in palestra e i quattro salti in padella
e io avrei voluto specchiarmici in questo specchio d’acqua
con occhi d’infante imperterrito a sussurrarti
“…prendi la tua tristezza e soffiala sul fiume…”
flatus vocis sempiterno un bisbigliare inesausto
“cca mafia ‘un ci nnè’’
“cca ogniruno fa’ chiri chi vo’”
“cca si campari finu a cent’anni”