Il santuario non riapre. I frati pronti ad andare via definitivamente
lug 19th, 2010 | Di admin | Categoria: Notizie | Letto 98 volte | Commenti: 0 |Scritto da: Mario Guido

Il Comitato di cittadini costituitosi spontaneamente per promuovere iniziative atte a favorire la riapertura del Santuario di Sant’Umile che, come è noto, è stato chiuso nel febbraio scorso per ragioni di sicurezza, si è riunito per decidere come continuare l’azione intrapresa. Il Comitato, composto, fino ad ora, da un centinaio di persone, dopo avere preso atto della sensibilità dimostrata dai bisignanesi che ha consentito, in breve tempo, la raccolta di più di duemila firme, ha esaminato il contenuto dell’ultima lettera inviata al sindaco di Bisignano e per conoscenza alle autorità regionali, provinciali ed al prefetto da parte del Ministro provinciale dei Frati Minori di Calabria e Basilicata, padre Francesco Lanzillotta. I Frati dicono di avere constatato che, a distanza di oltre cinque mesi dal verificarsi del sinistro idrogeologico che ha provocato la chiusura della struttura religiosa, nulla è stato registrato in ordine agli interventi promessi, né sul piano pratico né su quello progettuale…
Nella lettera il Ministro provinciale chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale rimarcandone la perdurante inattività. Dalla lettera traspare anche la precisa volontà, più volte ribadita dai Frati, di ritornare a vivere nel Santuario solo dopo aver visto l’inizio dei lavori di ripristino dei luoghi, in mancanza di ciò, a cominciare dal prossimo 1. settembre 2010, la famiglia francescana che ne ha avuto in cura la gestione, sarà costretta ad abbandonare definitivamente la struttura religiosa. Preso atto di questa situazione il Comitato ha deciso di costituire un gruppo ristretto che prenda contatti immediati con l’amministrazione comunale, il prefetto, la Giunta regionale e l’amministrazione provinciale.
Mario Guido
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La
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Tipica della tradizione della Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, si
attesta nel centro e nel sud Italia fin dal XIV secolo, con forme sempre in
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indubbia origine colta. Oggi è denominata anche chitarra italiana in
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caratterizzante di questa antica chitarra è la forma simile ad un otto
allungato.